Iscriviti

Pensioni anticipate, i criteri di uscita a partire dal 2019

A partire dal 2019 l'adeguamento alla speranza di vita impatterà anche sulla pensione anticipata, calcolata in base all'anzianità contributiva dei lavoratori.

Economia e Finanza
Pubblicato il 25 luglio 2018, alle ore 18:47

Mi piace
2
0
Pensioni anticipate, i criteri di uscita a partire dal 2019

Dopo aver approfondito il meccanismo di funzionamento della pensione di vecchiaia, rilevando quale sarà l’impatto dell’adeguamento all’aspettativa di vita a partire dal prossimo anno, torniamo sul punto approfondendo in che modo il nuovo meccanismo dell’AdiV andrà a modificare i criteri di pensionamento tramite la cosiddetta pensione anticipata.

A tal proposito, ricordiamo che all’interno della Manovra 2018 è stato previsto un aumento di cinque mesi per l’accesso alle pensioni a partire dal 2019, che avrà effetto anche sui coefficienti di conversione dei montanti contributivi. L’incremento del requisito è previsto per via delle rilevazioni Istat sulla speranza di vita, inglobando quindi la variazione registrata dall’ente di ricerche statistiche. Il passaggio ha ovviamente degli effetti anche sulle uscite anticipate.

Pensioni anticipate, la situazione per chi matura i requisiti entro il 2018

Partiamo da coloro che raggiungeranno il diritto alla quiescenza nell’anno in corso. Per questi lavoratori è necessario maturare almeno 42 anni e 10 mesi di anzianità lavorativa se uomini, mentre per le donne è sufficiente raggiungere i 41 anni e 10 mesi di attività. Ricordiamo che l’opzione non richiede alcun tipo di vincolo anagrafico.

La normativa prevede inoltre la possibilità di uscire con 41 anni di versamenti per i cosiddetti lavoratori precoci, ovvero per quei soggetti che presentano una specifica situazione di disagio (così come indicato dal legislatore). Tra i diversi requisiti bisogna aver lavorato per almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni di età e risultare inseriti in uno dei cinque profili di tutela (disoccupazione, caregiver, invalidi, mansioni gravose o usuranti).

Cosa cambierà dal 2019 con l’adeguamento all’aspettativa di vita

I parametri appena elencati sono destinati a cambiare per chi maturerà i requisiti di pensionamento a partire dal prossimo anno. In questo caso sarà necessario acquisire almeno 43 anni e 3 mesi di anzianità, mentre per le donne basterà aver raggiunto i 42 anni e 3 mesi. Attenzione perché l’aspettativa di vita comporterà un aumento anche sulla quota 41, che passerà a 41 anni e 5 mesi di anzianità.

I parametri appena indicati restano validi sulla base della legislazione in corso, mentre non tengono conto di un possibile intervento correttivo tramite la prossima Manovra, attualmente in fase di studio da parte dei tecnici del Governo.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - A partire dal prossimo anno l'adeguamento all'aspettativa di vita avrà un impatto di cinque mensilità aggiuntive sia per la pensione anticipata che per la quota 41 destinata ai lavoratori precoci. In questo senso, si può comprendere perché un intervento di flessibilizzazione da parte del Governo risulti non solo auspicato, ma anche molto atteso da tutti i lavoratori potenzialmente coinvolti.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!