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Pensioni anticipate e LdB2019: ecco come funzionerà la quota 100 e chi potrà usarla

Dal Governo arrivano nuove conferme in merito al meccanismo di pensionamento anticipato tramite la quota 100 che sarà inserito all’interno della prossima legge di bilancio.

Economia e Finanza
Pubblicato il 9 novembre 2018, alle ore 15:03

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Pensioni anticipate e LdB2019: ecco come funzionerà la quota 100 e chi potrà usarla

Dall’esecutivo arrivano nuove conferme in merito all’avvio dei pensionamenti anticipati tramite la quota 100 all’interno della prossima Manovra. L’ultimo ad esprimersi in ordine di tempo è stato il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, attraverso un’intervista rilasciata per il Messaggero. Secondo l’esponente leghista del Governo la legge di bilancio 2019 porterà avanti quanto promesso in merito ai nuovi prepensionamenti, anche se il meccanismo di flessibilizzazione del sistema previdenziale dovrà necessariamente tenere conto delle esigenze di tenuta dei conti.

D’altra parte, proprio per questo motivo il superamento della legge Fornero avverrà in maniera graduale e nel corso dell’intera legislatura. Non stupisce quindi che la questione delle coperture resta al centro del febbrile lavoro portato avanti dai tecnici ministeriali nelle ultime settimane, con un coinvolgimento diretto anche del Ministero dell’Economia e dell’Inps.

Pensioni anticipate, gli ultimi dettagli relativi all’avvio della quota 100

Stante il quadro della situazione appena evidenziato, appare scontato che il lavoro sui conti proseguirà fino a quando sarà possibile, trattandosi di un’attività di limatura e di verifica molto approfondita. Secondo quanto riferito dallo stesso Durigon, restano però confermati i punti fermi già noti riguardo la nuova quota 100. Si partirà dai 62 anni di età e con almeno 38 anni di contribuzione, mentre nelle ultime ore è emersa l’ipotesi di un ricorso ai fondi privati per consentire un ulteriore abbassamento del criterio anagrafico.

È chiaro, in questo senso, che se il datore di lavoro si rendesse disponibile per agevolare ulteriormente il turn over si potrebbe creare un ulteriore meccanismo di flessibilità (un po’ come avviene già oggi con i fondi di solidarietà o i fondi esuberi). In questo modo si garantirebbe anche l’avvio del ricambio generazionale in favore dei giovani, una situazione che risulterebbe particolarmente favorevole per il Governo e che pertanto potrebbe essere agevolata attraverso iniziative specifiche (ad esempio con la creazione un premio fiscale).

Un ultimo punto riguarda la vicenda dei contributi figurativi nel calcolo dell’anzianità contributiva utile ad accedere alla quota 100. Secondo il Sottosegretario del MdL il provvedimento finale potrebbe prevedere un limite biennale rispetto all’utilizzo dei contributi figurativi, così da rendere maggiormente sostenibile l’impianto complessivo del meccanismo di prepensionamento.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’idea di unire la quota 100 ad un avvio generalizzato dei fondi di solidarietà potrebbe rappresentare una strategia ottimale per flessibilizzare ulteriormente i parametri di accesso all’Inps. D’altra parte, la storia dei fondi esuberi nel comparto bancario ha già dimostrato l’efficacia di una simile ipotesi, sebbene per il momento si possa parlare esclusivamente di dati dal valore settoriale.

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