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Pensioni anticipate e APE sociale: sindacati in pressing sulla proroga dell’uscita dai 63 anni

Le parti sociali sono in pressing sul Governo per chiarire il quadro sulle pensioni flessibili e prorogare le uscite anticipate in favore di chi vive situazioni di disagio tramite l’APE sociale.

Economia e Finanza
Pubblicato il 30 novembre 2018, alle ore 07:07

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Pensioni anticipate e APE sociale: sindacati in pressing sulla proroga dell’uscita dai 63 anni

Dalle parti sociali emergono nuove richieste al Governo per prorogare al più presto, come prevede già la nuova legge di bilancio 2019, i pensionamenti anticipati tramite l’APE sociale, oltre che per chiarire il quadro complessivo degli interventi riguardante il comparto previdenziale. Un nodo che ancora non risulta sciolto nonostante siano passati 40 giorni dalla prima bozza della Manovra, hanno ricordato Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga e Domenico Proietti, rispettivamente Segretari Confederali di Cgil, Cisl e Uil.

Secondo i sindacalisti non solo le coperture per avviare la proroga risultano disponibili, ma sono state anche indirizzate all’apposito fondo che avviato nello scorso anno proprio grazie all’impegno e all’attività dei sindacati. In questo senso, sommando le risorse in avanzato a quelle in arrivo, può essere garantito un rinnovo esaustivo dell’opzione.

 Rischio lavoratori esclusi dalla quota 100

Stante la situazione appena descritta, la richiesta in arrivo da parte delle tre sigle sindacali appare chiara. Il mancato rinnovo dell’APE sociale sarebbe infatti un controsenso, così come un rinvio al pacchetto delle pensioni con il quale l’esecutivo intende portare a compimento la nuova quota 100.

I destinatari delle due platee sono infatti diversi, tanto che molti lavoratori con i requisiti utili per accedere all’APE sociale risulterebbero esclusi dalla nuova opzione di quiescenza. Ricordiamo che nel primo caso rientrano i lavoratori nelle situazioni di disagio previste dal legislatore con almeno 63 anni di età e 30-36 anni di contribuzione (a seconda del caso specifico), mentre nella quota 100 indistintamente tutti i lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti.

Il rischio è quindi quello di lasciare fuori chi possiede “un’invalidità superiore al 74%, coloro che assistono un familiare con handicap, i lavoratori che svolgono mansioni gravose e i disoccupati”, così come le altre categorie che invece al momento potranno usufruire dell’APE sociale solo fino al termine dell’anno. 

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le richieste di proroga in arrivo da Cgil, Cisl e Uil portano all’attenzione del Governo una situazione che potrebbe avere gravi conseguenze proprio verso una fascia di lavoratori in età avanzata colpita da maggiore disagio. La speranza è che si possa trovare un accordo in tempo utile per garantire la continuità delle tutele attualmente in essere.

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