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Pensioni 2019, verso assegni più alti: ecco come potrebbero cambiare

Il prossimo anno ci saranno nuovi aumenti sulle pensioni grazie alla rivalutazione per gli adeguamenti all’inflazione, ma il meccanismo di calcolo che verrà applicato resta incerto.

Economia e Finanza
Pubblicato il 27 novembre 2018, alle ore 14:10

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Pensioni 2019, verso assegni più alti: ecco come potrebbero cambiare

Nel 2019 arriveranno importanti aggiornamenti in merito ai meccanismi di perequazione degli assegni, con effetti che si potranno vedere negli importi delle pensioni di milioni di beneficiari. Stiamo parlando del meccanismo di adeguamento finalizzato a garantire alle famiglie di restare al passo rispetto all’aumento del costo della vita. Le ultime novità sulla questione sono arrivate con un decreto del Ministero dell’Economia risalente allo scorso 16 novembre.

A livello pratico, le pensioni vengono aumentate al rialzo sulla base dei dati raccolti dall’Istat in merito all’inflazione misurata nel nostro Paese. In tempi di tassi bassi ovviamente non si tratta di valori elevati, ma l’incremento resta comunque una misura di protezione soprattutto nei confronti di chi percepisce un assegno più basso. Bisogna inoltre considerare che per il momento non si conosce ancora in modo certo quale sarà la percentuale di incremento, stante che la previsione parla di un +1,1%.

Pensioni e adeguamenti all’inflazione: le ipotesi sul nuovo meccanismo di calcolo

Se il dato riguardante l’inflazione nel 2018 è stato già diffuso, la questione dell’adeguamento presenta ancora degli elementi di incertezza rispetto all’effettivo sistema di calcolo che verrà applicato. Questo perché dal prossimo anno il meccanismo potrebbe cambiare, sulla base di quanto sarà effettivamente approvato all’interno della nuova legge di bilancio. Oltre a ciò, bisogna considerare che la stima data dall’Istat è da considerarsi come provvisoria, visto che le registrazioni riguardanti gli ultimi mesi del 2018 potrebbero produrre delle variazioni.

Fino al termine di quest’anno, il sistema in corso di validità prevede invece una rivalutazione piena dell’inflazione per tutti coloro che possiedono una pensione fino a tre volte la minima Inps. La rivalutazione si riduce poi al 95% fino a quattro volte la minima, per arrivare a toccare il 75% fino a cinque volte l’assegno sociale, ed il 50% fina a 5-6 volte.

Proprio su questo metodo di calcolo si attende però una decisione da parte dell’esecutivo, che potrebbe optare per una proroga oppure per un ritorno alla situazione precedente. Un’ulteriore possibilità è la messa a punto da parte da parte dei tecnici di un nuovo meccanismo, stante la necessità di riordinare i capitoli di spesa riguardanti il comparto previdenziale e considerando anche il prossimo avvio delle uscite anticipate tramite la quota 100 e delle pensioni di cittadinanza.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’adeguamento degli assegni all’inflazione è uno dei meccanismi posti a tutela dei pensionati, che altrimenti rischiano di trovarsi a dover far fronte ad un costo della vita crescente con gli assegni bloccati. Il sistema ha visto nel corso degli anni susseguirsi numerose modifiche e variazioni, mentre anche per il prossimo anno si attende di capire se verrà deciso un nuovo meccanismo di calcolo.

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