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La Corte Costituzione obbliga il governo ad aumentare l’assegno di invalidità

La Corte Costituzione con la sua sentenza ha dichiarato che "la pensione di invalidità è troppo bassa", mettendo fine al dibattito politico ed obbligando il governo ad adeguarsi.

Economia e Finanza
Pubblicato il 24 giugno 2020, alle ore 17:09

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La Corte Costituzione obbliga il governo ad aumentare l’assegno di invalidità

La Corte Costituzione con la sua sentenza definitiva ha giudicato che l’importo corrisposto come pensione agli invalidi è troppo basso. Attualmente una persona con un’invalidità grave si vede corrispondere 285,66 euro mensili: secondo la sentenza della Corte Costituzione tale importo viola il diritto al mantenimento che la Costituzione garantisce per le persone inabili.

In seguito a questa sentenza, entro le prossime settimane il governo dovrà adeguarsi ed integrare la cifra corrisposta per inabilità in modo tale da rispettare quanto previsto nella Costituzione italiana. Il verdetto della Corte Costituzione non ha effetto retroattivo e per questo tutte le persone aventi diritto all’assegno di inabilità godranno del nuovo importo a partire dal giorno dopo il via libera della maggioranza di governo.

La sentenza

La sentenza della Corte Costituzione obbliga il governo ad innalzare l’importo da 285,66 euro mensili ad 516,46 euro mensili: tale cifra da tempo era stata riconosciuta idonea dall’articolo 38 della legge numero 448 del 2011. Il quotidiano “Il Corriere della Sera” all’interno del suo articolo riporta: “Ogni cittadino inabile e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”. In seguito a questa sentenza l’attuale governo, nelle prossime settimane, dovrà integrare l’importo. 

Tutti coloro che beneficeranno di tale sentenza non dovranno fare nessuna domanda e neanche nessuna richiesta di rimborso per gli anni precedenti. La nuova cifra entrerà in vigore non appena ottenuto il via libera della maggioranza del governo. Questa sentenza mette fine ad una discussione politica che dura da molto tempo, obbligando il governo a ritoccare la pensione.

La denuncia alla Corte Costituzione

Un cittadino disabile torinese, tempo fa, ha sollevato la questione sulla legittimità dell’importo dell’assegno per i disabili. Il cittadino ha evidenziato la difficoltà ad arrivare a fine mese con il solo assegno di invalidità.

Il cittadino, affetto da tetraplegia spastica neonatale, non è in grado di compiere autonomamente le normali attività della vita quotidiana e neanche di comunicare con l’esterno. La Corte Costituzione ha dato ragione al cittadino confermando che è indispensabile integrare l’assegno nelle prossime settimane.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Finalmente una sentenza che mette fine ad un gioco politico che sembra disinteressarsi ai più fragili e che continua a posticipare all'infinito delle cose che per la classe politica non sono urgenti: secondo me, se solo potessero comprendere pienamente, si renderebbero conto che bisogna fare presto e cercare di aiutare i più deboli.

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