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Imu e Manovra 2019: possibile una tassa unica sulla casa, ma è allarme sul rischio di aumenti nascosti

La nuova tassa unica potrebbe unificare Imu e Tasi, e rendere più agevole la macchina amministrativa, ma c’è preoccupazione per un possibile aumento generalizzato dell’imposizione fiscale.

Economia e Finanza
Pubblicato il 26 novembre 2018, alle ore 19:51

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Imu e Manovra 2019: possibile una tassa unica sulla casa, ma è allarme sul rischio di aumenti nascosti

Gli italiani sono sempre particolarmente sensibili sul tema delle imposte e questo sembra valere in particolar modo per quelle riguardanti il settore immobiliare. Il nostro Paese è infatti uno di quelli dove la proprietà della casa in cui si risiede risulta maggiormente diffusa rispetto all’affitto e, tra i costi di possesso, una delle voci sulle quali è necessario fare più attenzione è proprio quella dell’imposizione fiscale.

Il problema però non è solo a livello impositivo, ma anche burocratico. Gli italiani si trovano infatti ogni anno a dover fare i conti con diverse imposte (soprattutto nel caso di abitazione secondaria), oltre che con calcoli di aliquote e valori catastali. Per cercare di ovviare al problema, un nuovo emendamento di area leghista ha proposto di arrivare ad una “nuova Imu”, con l’obiettivo di unificare sia l’imposta municipale sugli immobili che il tributo per i cosiddetti servizi indivisibili (conosciuto come Tasi).

Da notare che l’abitazione principale continuerebbe a risultare esentata dal peso dell’Imu, qualora non rientri nei casi già previsti (abitazioni di lusso, ville e castelli). L’ipotesi però non sembra piacere alle associazioni dei proprietari, che parlano di un possibile innalzamento dei saldi complessivi per via di aliquote che si prospettano più alte rispetto a quelle attuali.

La protesta di Confedilizia sulla nuova Imu in discussione alla Camera

Ad esprimere preoccupazione è stata in particolare Confedilizia, che parla di una modalità per nascondere un aumento dell’imposizione fiscale. In particolare, ad oggi si registra un limite delle aliquote combinate di Imu e Tasi fissato al 10,6 per mille, mentre un’aliquota unica potrebbe rompere questa barriera al rialzo. Oltre a ciò, una parte della Tasi risulta al momento corrisposta dagli inquilini, mentre con un’aliquota sola c’è il rischio che tutto l’onere finisca a carico della proprietà.

Sullo sfondo resta il problema di una tassazione complessiva del settore immobiliare arrivata a toccare i 50 miliardi di euro l’anno, con inevitabili riverberi sul comparto e sulla fiducia degli italiani verso il mattone. Anche per questo, quello che una volta era considerato l’investimento più sicuro (cioè quello immobiliare) viene oggi visto con molta più attenzione e prudenza da parte dei potenziali acquirenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il settore immobiliare ha subito negli ultimi anni un calo delle quotazioni dovuto alla crisi economica (2008) e ad un contestuale progressivo aumento dell’imposizione tributaria (dal 2011). Appare quindi chiaro perché una possibile modifica dell’attuale impianto normativo e fiscale desti preoccupazione tra le associazioni dei proprietari, vista la situazione delicata che sta vivendo ormai da tempo il comparto.

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