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Il marchio Pernigotti non è in vendita: la produzione cesserà come già stabilito

Nelle ultime ore era trapelata la notizia che la Pernigotti poteva continuare la sua produzione grazie all'acquisizione di un'altra società. Ma, dalla Pernigotti, fanno sapere che né l'azienda né il marchio sono in vendita.

Economia e Finanza
Pubblicato il 27 novembre 2018, alle ore 17:44

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Il marchio Pernigotti non è in vendita: la produzione cesserà come già stabilito

Per gli operai della Pernigotti, noto marchio dolciario di Novi Ligure, è arrivata un’altra brutta notizia: se nelle ultime ore si era trapelata notizia della possibilità di continuare la produzione e quindi evitare la chiusura, i fratelli Toksoz, attuali proprietari turchi della Pernigotti fanno sapere che né la società né il marchio sono in vendita.

La notizia di una possibile soluzione per salvare l’azienda dolciaria era arrivata a seguito di un incontro a Palazzo Chigi tra gli attuali proprietari della Pernigotti, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Al termine dell’incontro, si era ipotizzata la disponibilità, da parte dei proprietari, a vendere l’azienda e, secondo i rumors, ad essere intenzionata ad acquistarla sarebbe stata la Sperlari, un’altra nota azienda dolciaria. Questa possibilità era stata accolta positivamente anche dai lavoratori, che stanno manifestando, dal 6 novembre, contro la chiusura della Pernigotti.

Ma la notizia è stata categoricamente smentita dai proprietari, precisando invece che durante l’incontro a Palazzo Chigi hanno confermato di voler chiudere la produzione presso il sito di Novi Ligure a favore di una terziarizzazione in Italia, preferendo partner industriali interessati all’acquisizione o gestione degli assetti produttivi, con l’intento di ricollocare il maggior numero di dipendenti.

L’unica indiscrezione che i fratelli Toksoz confermano riguarda l’accettare la richiesta, fatta dal Governo, di posticipare la cassa integrazione fino al 31 dicembre 2018. Tale richiesta è stata accettata al fine di avere più tempo per poter individuare i migliori partner industriali per gli assetti produttivi.

Inoltre, durante l’incontro a Palazzo Chigi, la Pernigotti ha chiesto al Governo di sostenerli nella cessazione del blocco dello stabilimento di Novi Ligure per permettere ai possibili acquirenti di visualizzare gli assetti produttivi, in modo tale possano fare delle proposte concrete, ed anche per permettere al personale incaricato dall’azienda di poter accedere alle scorte di prodotto per la loro commercializzazione.

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Cosa ne pensa l’autore
Elisabetta Monda

Elisabetta Monda - Credo che gli attuali proprietari della Pernigotti non vogliano vendere il marchio in Italia per poter successivamente iniziare una nuova produzione all'estero. In questo modo potranno sfruttare il marchio, famoso in tutto il mondo e amato da tutti, ma con una produzione straniera e magari a basso costo. Ma, così, non sarebbe più la Pernigotti che noi tutti conosciamo.

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