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Esenzioni sanitarie e prestazioni sociali agevolate: irregolari 6 domande su 10

La Guardia di Finanza ha scoperto irregolarità che riguardano le esenzioni sanitarie e le prestazioni sociali agevolate. Solo nei primi 6 mesi del 2018 si contano 5435 casi di irregolarità su 8847.

Economia e Finanza
Pubblicato il 8 ottobre 2018, alle ore 11:47

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Esenzioni sanitarie e prestazioni sociali agevolate: irregolari 6 domande su 10

Le indagini effettuate dalla Guardia di Finanza nel 2018 hanno rilevato che 6 domande su 10 per l’esenzione risultano irregolari.

Le indagini fanno riferimento a documentazioni analizzate dalla GdF nei primi 6 mesi del 2018: su 8.847 casi è risultato che 5.435 persone non hanno i requisiti richiesti per usufruire delle agevolazioni sui ticket sanitari e sulle prestazioni sociali agevolate.

Le irregolarità

La GdF ha analizzato un campione di 8.847 persone nei primi 6 mesi dell’anno. Di questi, 5.435 non avrebbero dovuto avere ed usufruire delle agevolazioni. Conti in mano, solo 3412 casi sono effettivamente soggetti all’esenzione.

In particolare, i dati rivelano casi di irregolarità che superano il 90% sui ticket sanitari (3.367 su 3.611 verifiche) e di un numero inferiore di casi che si riferiscono alle prestazioni sociali agevolate. La diminuzione di quest’ultimo è dovuta al fatto che il nuovo Isee prevede controlli preliminari dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps e che altre informazioni sono recuperate dal conto corrente del cittadino.

Il rischio per i furbetti potrebbe costare loro fino da 6 mesi a 6 anni di carcere ed una multa tra 51 e 1.549 euro in base al danno recato allo Stato o all’ente pubblico. Il vicepremier, Di Maio, ha sottolineato che l’intenzione è dare il sussidio solo a chi ne ha realmente diritto.

La risposta del Governo

La scoperta delle irregolarità sulle esenzioni sanitarie è ancora più grave se si pensa alle agevolazioni del reddito di cittadinanza. Tuttavia, bisognerà attendere di capire quali saranno i definitivi requisiti per usufruire della agevolazione.  

Per questo motivo, il Governo ha intenzione di eseguire maggiori accertamenti e sanzionare chi fa il furbo. È lo stesso ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che vuole istituire un “piano anti-abusi”.

Al fine di evitare ulteriori irregolarità, il sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, ha dichiarato che le nuove verifiche potrebbero essere eseguite incrociando le informazioni presenti nelle banche dati della Guardi di Finanza con quelli usati dal Governo. Sarà da valutare, però, i limiti che la legge sulla privacy impone.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Penso a tutte quelle persone che, pur avendo diritto, sono costretti ad affrontare trafile burocratiche solo per essere riconosciute quelle agevolazioni che gli spettano. Non sempre alla fine riescono o hanno ciò che gli spetta a differenza di chi ne è in possesso ma in modo scorretto.

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