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Autostrade, al via l’ipotesi di nazionalizzazione

Il crollo del Ponte Morandi ha aperto molti interrogativi sulla manutenzione da parte di Autostrade per l'Italia S.p.A. di ponti e strade facendo affiorare l'idea di "nazionalizzazione".

Economia e Finanza
Pubblicato il 21 agosto 2018, alle ore 12:10

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Autostrade, al via l’ipotesi di nazionalizzazione

Il crollo del ponte Morandi è destinato a segnare la storia della viabilità italiana, ed ora il Governo cerca il modo più conveniente per riappropriarci di ciò che ci appartiene: strade, autostrade, viadotti ecc. “Il primo passaggio è definire il rapporto con il concessionario“, Autostrade per l’Italia S.p.A., ha affermato il presidente emerito della Corte costituzionale, Cesare Mirabelli interrogato da Adnkronos circa l’ipotesi di nazionalizzare tutta la gestione della rete autostradale.

Dopo il crollo del Ponte Morandi il governo ha rivisitato la concessione pluridecennale, in scadenza nel 2042, una data che non permette molte vie d’uscita a breve tempo e per questo ha avviato la procedura di decadenza della stessa ad Autostrade per l’Italia S.p.A., considerando quanto è successo a Genova – ricordiamo anche 10mila ponti in stato di degrado – definendo la noncuranza un “grave inadempimento“.

Secondo quanto afferma Cesare Mirabelli ci sono due vie d’uscita per giungere alla risoluzione del problema, la prima: “si può immaginare un contenzioso giudiziale sul provvedimento di decadenza”, mentre il secondo orizzonte risolutivo consiste in “una nuova fase legislativa per l’eventuale espropriazione“.

Poi il presidente emerito della Corte costituzionale, ritornando sulle due vie d’uscita, spiega che “Se non si dovesse risolvere il rapporto con il concessionario, se non ci fosse decadenza, ci può essere una ri-nazionalizzazione con un provvedimento apposito su una nuova base legislativa”. Quei “se” mettono in luce che la prima via d’uscita è preferibile alla seconda che implicherebbe l’attribuzione di un indennizzo ad Autostrade per l’Italia S.p.A., titolare della concessione.

E’ difficile poter valutare la convenienzadi carattere tecnico finanziario” a priori, lo si potrà fare “solo conti alla mano“. La “convenienza” riguarda certamente le due vie d’uscita, non se è da fare o no il passaggio alla nazionalizzazione delle autostrade. La posta in gioco è alta, e qualche conto lo si dovrà pur fare.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Siamo tutti in attesa che la rete autostradale funzioni meglio e senza pericoli di sorta. La vita è un dono e va salvaguardato in ogni istante! Mi vado interrogando anche sul numero dei dipendenti di Autostrade per l'Italia S.p.A., sicuramente enorme, e mi auguro che tutte queste persone possano essere riassunte in caso di nazionalizzazione.

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Commenti
Ivan Luca Zappa
Ivan Luca Zappa

21 agosto 2018 - 14:27:06

Tutto vero, però scorrendo le cronache dei ponti crollati o delle disgrazie stradali e ferroviarie avvenute fino ad ora dimostrano che la gestione pubblica non è una garanzia di sicurezza. La nazionalizzazione, secondo me, è un falso problema; il nocciolo è nel sistema dei controlli, soffocato dalla burocrazia.

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