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Amazon, dipendenti arrotondano lo stipendio vendendo i dati degli utenti

Wall Street Journal scrive che l'azienda sta seriamente indagando. La Cina è il paese in cui sono state verificate le maggiori irregolarità. I dipendenti coinvolti rischiano il licenziamento

Economia e Finanza
Pubblicato il 18 settembre 2018, alle ore 08:11

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Amazon, dipendenti arrotondano lo stipendio vendendo i dati degli utenti

Alcuni degli impiegati di Amazon avrebbero arrotondato lo stipendio cedendo ai venditori informazioni particolareggiate sugli utenti della grande azienda eCommerce, in cambio di tangenti. Dai primi risultati delle indagini, iniziate a maggio, il fenomeno riguarderebbe soprattutto la Cina.

A parlarne è il Wall Street Journal che descrive il caso come grave in quanto i dipendenti avrebbero violato la privacy degli utenti. Per questo si è resa necessaria un’indagine interna da parte del colosso dell’eCommerce che sempre garantisce di vegliare e proteggere i dati di tutti i suoi utenti. Dalle prime indagini pare che la trasgressione riguarderebbe soprattutto alcuni impiegati cinesi.

Venduti i dati personali 

Ricevere alcune informazioni puntuali sugli utenti, quali le vendite e i comportamenti, avrebbe fatto proporre ai venditori offerte e beni sempre più mirati e per questo erano disposti a pagare “cifre comprese tra gli 80 e i 2mila dollari” scrive Ansa.it, pur di ottenere dagli impiegati Amazon le informazioni dettagliate. Pare che addirittura alcuni di questi impiegati, quelli che avevano un accesso privilegiato ai dati in gestione, abbiano eliminato le recensioni negative, quelle che mettevano in cattiva luce il prodotto o il rivenditore.

Il Wall Street Journal scrive che la violazione della policy aziendale è radicata in Cina più che in altri paesi, giustificata con “la crescita esponenziale del settore a cui ha contribuito Alibaba, ma anche il basso salario degli impiegati che potrebbe spingere ad azioni di questo tipo”. si legge sempre in Ansa.it che ha come riferimento l’articolo del Wsj.

Amazon sta indagando su quanto accaduto; a confermarlo è stato un portavoce della azienda. Dopo la scoperta di questi fatti il colosso dell’eCommerce ha messo a punto nuovi sistemi, più efficaci per gestire l’accesso ai dati da parte di tutti e ha ricordato che “La violazione del nostro codice comporta sanzioni legali e penali, compreso il licenziamento“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che oltre ad Amazon dovrebbero prendere dei provvedimenti anche i Paesi in cui è stata violata la privacy, tema ormai quotidiano. I nostri pc e smartphone sono sovraccarichi di pubblicità che rasentano le nostre ricerche. Lo stesso Amazon è puntuale a mandarci, per giorni e giorni, via mail il prodotto cercato ma non acquistato, fino all'esagerazione. Mettiamoci un punto!

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