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West Nile: altra vittima in Veneto, salgono a 51 i casi

Il virus West Nile si sta diffondendo nel Veneto a macchia d'olio. Il maggior numero di casi sono contati tra Padova e Rovigo. L'assessore Coletto consiglia: "l’uso di repellenti, delle zanzariere e dei condizionatori e di evitare l'acqua stagnante"

Cronaca
Pubblicato il 11 agosto 2018, alle ore 11:15

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West Nile: altra vittima in Veneto, salgono a 51 i casi

Si sta diffondendo, nel Veneto, la Febbre del Nilo. Un 89enne di Este, in provincia di Padova, ricoverato nell’ospedale di Monselice non più di dieci giorni fa, per una forte febbre, è deceduto. Pochi giorni prima nell’ospedale di Legnago era morto, per le stesse cause, un 86enne di Verona. A fine luglio 2018 era mancato un 77enne con già problemi cardiorespiratori.

Responsabile dell’infezione, e in alcuni casi della forte febbre e del decesso è un virus che viene trasmesso da zanzare infette. Il Veneto sta contando i casi accertati, alcuni in forma lieve, 32 casi, e altri con diversi tipi di gravità, 19 casi. Le 51 persone che hanno contratto il virus sono così distribuite: a Padova 15, a Rovigo 16, a Treviso 3, a Venezia 7, a Verona 8, a Vicenza 2.

Luca Coletto, assessore alla sanità, è convinto che la situazione sia, in modo assoluto sotto controllo. Garantisce poi che in tutti gli ospedali veneti si sta ponendo ogni attenzione durante la fase di diagnosi, erogando tutte le cure che si ritengono necessarie. Ma è fondamentale la collaborazione di tutti.

L’assessore Coletto, infatti, chiede alla gente: “non paura ma collaborazione nel mettere in atto tutte quelle piccole precauzioni che possono allontanare il rischio, come l’uso di repellenti cutanei o per gli ambienti chiusi, delle zanzariere e dei condizionatori dove presenti, evitare di creare zone con acqua stagnante”. A dire che dalle zanzare, con un po’ di attenzione e precauzione, ci si può difendere!

Il virus West Nile, che aggredisce l’uomo e il cavallo in seguito alla puntura di una zanzara comune, la Culex pipiens, è stato diagnosticato in Africa per la prima volta. Il ciclo uomo (o cavallo) – zanzara infettata si completa con gli uccelli selvatici che fungendo da serbatoio trasportano il virus. La febbre del Nilo si trasmette da uomo a uomo solo nel caso di trasfusione da donatore infetto, ma può arrivare a chiunque tramite una zanzara infetta per aver punto un volatile o una persona già contagiata dal virus.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Tanti auguri! Tanti auguri perchè non sempre i repellenti sono a portata di mano, non sempre ci si trova in luoghi con condizionatori o lontani da acqua stagnante. Non tutto dipende da noi. E mentre si colpisce una zanzara, almeno tre ti stanno già pungendo. Lo sa bene chi vive nel veneto. Probabilmente sarebbero necessarie disinfestazioni globali... non solo a zone o a carico di privati.

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