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Napoli

"Vietato l’ingresso a Salvini": nuovo cartello in un locale a Napoli

Un locale di Napoli appende alla porta d'entrata un nuovo cartello: la faccia di Salvini con il simbolo del divieto diventa virale. Ecco la spiegazione del proprietario.

Cronaca
Pubblicato il 27 ottobre 2018, alle ore 10:46

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"Vietato l’ingresso a Salvini": nuovo cartello in un locale a Napoli

Francesco Andoli ha fotografato il nuovo cartello che da oggi si vedrà appeso all’entrata del suo locale, facendolo diventare così virale in pochissime ore. Il motivo che ha suscitato tanto clamore nel web, ed anche dal vivo da quanto afferma Andoli, è ciò che il cartello rappresenta. Raffigurata la faccia di Matteo Salvini, il manifestino vieta l’accesso a lui e a qualsiasi persona razzista.

Così come spiega lo stesso proprietario, non è stato usato il volto di Salvini solo per esprimere la sua lontananza con le idee della Lega, ma anche come simbolo che raffigura omofobi e razzisti, tutte persone con cui lui non vuole avere niente a che fare: fuori o dentro al suo locale. La foto in questione ha fatto ben presto il giro del web, suscitando molte risate, ma anche complimenti per l’idea che Andoli ha avuto.

“Solo i fessi gli credono”

Francesco ha voluto spiegare il motivo che gli fa prendere le distanze dalle parole dette da Matteo Salvini. Oltre a non condividere le sue idee razziste ed omofobe, Andoli aggiunge che non crede ad una sola parola che il vicepremier dice. Secondo lui infatti, solo un fesso, uno stolto o chi ha un tornaconto politico, potrebbe credere alle parole d’amore che Salvini esprime per il sud Italia dopo le numerose critiche e gli insulti che ha dato gratuitamente allo stesso territorio.

Il proprietario del locale ormai diventato noto nel web, racconta di come a Napoli la Lega abbia avuto solo l’1% del loro appoggio, e di come i valori quali l’uguaglianza e l’amore verso il prossimo siano per lui molto più importanti di qualsiasi altra cosa.

Per concludere, Andoli racconta di come moltissimi concittadini gli abbiano fatto i complimenti per questa sua idea e di come, oltre a loro, anche molti turisti dell’Italia del nord abbiamo espresso la loro vicinanza a quel cartello, stringendogli la mano e complimentandosi a loro volta.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Penso che sia un diritto del proprietario decidere chi possa o no entrare nel proprio locale, in particolar modo se il divieto viene imposto a persone che condividono odio ai livelli di Salvini. Mi fa molto piacere sapere anche come si siano avvicinati a lui dei cittadini del settentrione, perché tutti capiscano che nord non è più sinonimo di Lega e quindi di razzismo.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

28 ottobre 2018 - 18:26:55

A me sembra più un modo (riuscitissimo) di farsi pubblicità: de gustibus :D

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

27 ottobre 2018 - 10:48:46

Curioso: l'ultimo ad aver messo cartelli "vietato a" davanti ai locali era stato un ometto con i baffetti e velleità da pittore, un'ottantina d'anni fa...

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Fabrizio Ferrara
Marta Lorenzon

27 ottobre 2018 - 11:01:30

direi che la differenza è abissale tra non fare entrare in un locale delle persone e decidere di vietare l'ingresso a chi ODIA alcune persone.

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