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Vicenza, insulti sessisti all’arbitro donna: "Di domenica rimani ai fornelli"

Durante la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, volano insulti sessisti in un campo da calcio: la vittima è l'arbitro di 19 anni. Ecco il provvedimento severo del giudice sportivo.

Cronaca
Pubblicato il 30 novembre 2018, alle ore 10:19

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Vicenza, insulti sessisti all’arbitro donna: "Di domenica rimani ai fornelli"

Un episodio accaduto il 25 novembre scorso, proprio durante la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

A Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, si stava svolgendo una partita di calcio tra Marchesane e Real Stroppari, arbitrata dalla 19enne Sara Semenzin.

Gli insulti

Un incontro che dal 37° minuto del secondo tempo ha avuto una crescita di insulti verso la direttrice di gara. Così come lo stesso giudice sportivo racconta e scrive nel provvedimento che ha poi preso per punire i responsabili, è stato un subbuglio di inaudita veemenza, una vergognosa espressione di inciviltà.

Gli insulti iniziano dopo trentasette minuti dall’inizio del secondo tempo, quando Semenzin decide di squalificare alcuni giocatori per un episodio di violenza accaduto in campo. Alcuni calciatori infatti, si sono colpiti con dei pugni, e per questo è stato assegnato a tutti coloro che hanno alzato le mani il cartellino rosso.

L’allenatore del Real Stroppari, Iames Roggia, ha così iniziato ad insultare il direttore di gara con epiteti pesanti, tra i molti anche il consiglio di rimanere dietro ai fornelli al posto di arbitrare.

La violenza continua in spogliatoio

L’allenatore della squadra del Real Stroppari, a causa dei numerosi insulti rivolti all’arbitro, è stato espulso dal campo e fatto rientrate in spogliatoio insieme ad alcuni dei suoi giocatori, ma se questa sarebbe potuta essere la fine della vergognosa partita, alcuni tifosi, giocatori e l’allenatore stesso, hanno invece voluto riprendere la violenza verbale al termine dell’incontro.

Quando la 19enne è rientrata al termine della partita, ha trovato l’allenatore espulso poco prima supportato da altri giocatori e tifosi presso il suo stesso spogliatoio. Non essendo più identificabili in campo, hanno così iniziato ad insultare la ragazza con una inaudita veemenza e meschinità, come puntualizza il giudice sportivo nel suo verbale.

Essendo successo durante la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, i giudici hanno voluto marcare ulteriormente le sanzioni disciplinari contro coloro che si sono fiondati con tale violenza contro l’arbitro, e non solo. In questi giorni arriva la sentenza ufficiale che vede l’allenatore squalificato fino al 30 giugno prossimo, ed una multa anche per la squadra avversaria e le due società, che non sono intervenute in soccorso di una collega che veniva attaccata in modo ingiusto ed ingiustificato.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Oltre a trovare vergognoso quanto accaduto, trovo molto giusto che tra le sanzioni debba pagare anche la squadra avversaria e la società che non ha preso la difese dell'arbitro. E' sempre facile dire "io non ho fatto", ma in questi casi lo stare zitti e il non difendere può fare molto peggio dello stare zitti.

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Commenti
Riccardo Troiani
Riccardo Troiani

30 novembre 2018 - 10:40:07

Ho seguito la vicenda. Davvero ignoranza allo stato puro

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