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Verona, prete chiede soldi ai fedeli per i bisognosi: 900 mila euro spesi nelle slot

Chiedeva ai fedeli di donare soldi per le famiglie più bisognose, ma tutto il ricavato lo usava per giocare alle slot machine: la rivolta dei parrocchiani.

Cronaca
Pubblicato il 3 dicembre 2018, alle ore 10:47

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Verona, prete chiede soldi ai fedeli per i bisognosi: 900 mila euro spesi nelle slot

Dopo la vicenda che ha visto protagonista Don Flavio Gobbo in provincia di Treviso, ecco che si ritorna a parlare di sacerdoti con il vizio dei giochi d’azzardo e delle slot machine. Ci troviamo in provincia di Verona, dove Don Giuseppe Modena ha gestito per anni la parrocchia di San Giovanni Battista. Un furto, quello del sacerdote, che sembra essere iniziato nel 2014 e durato fino all’anno scorso, quando il vescovo ha trasferito il prete in una comunità milanese per aiutarlo a superare questa dipendenza dal gioco.

Mentre Don Giuseppe cerca di guarire dalla sua dipendenza però, arrivano sempre più dettagliate notizie su quanto è riuscito a rubare ai fedeli durante gli ultimi anni di servizio, ed i parrocchiani, nello scoprire la truffa, richiedono a gran voce il loro denaro imprestato al sacerdote di cui si sono fidati fino all’ultimo.

Quasi 900 mila euro rubati ai fedeli

Don Giuseppe ha guidato la parrocchia di San Giovanni Battista dal 2007 fino al 2017, ed è stato nel 2014 che non è più riuscito a gestire da solo la sua dipendenza alle slot machine, arrivando a chiedere soldi ai suoi parrocchiani per poi andare a giocarli.

I numeri di cui si sta parlando in questi giorni hanno davvero dell’incredibile: si parla di 900 mila euro presi a persone della parrocchia che credevano sarebbero stati utilizzati per aiutare persone più bisognose nella loro comunità, o per pagare i lavori svolti all’interno della parrocchia. Così come si racconta a TGr Veneto, il sacerdote chiedeva soldi anche ad anziani e pensionati.

Nonostante l’anno scorso il vescovo abbia trasferito in una comunità milanese il prete, per poterlo così aiutare ad uscire da questa dipendenza, i parrocchiani sono delusi e arrabbiati per quanto scoperto, e richiedono alla Curia Diocesana di vedere restituiti i loro soldi. A rispondere ai fedeli è stato il portavoce del vescovo stesso, che afferma la piena volontà del religioso di parlare con i parrocchiani per trovare un punto di incontro che possa sistemare questa triste storia.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Purtroppo, le dipendenze non guardano in faccia a nessuno. Che tu sia un bambino, un anziano, un ricco, un povero o anche un sacerdote, siamo tutti inclini ad avere delle dipendenze che possono arrivare a distruggere noi e chi ci sta attorno. La speranza è che i parrocchiani possano ricevere presto i loro soldi, donati in buona fede e facendo anche delle rinunce, e che il sacerdote possa guarire da questa dipendenza comprendendo i suoi errori e scusandosi.

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