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Venezia

Venezia, stop di un parroco contro le spose scollate: "Tassa se lʼabito è succinto"

Don Cristiano lancia una provocazione ai suoi parrocchiani, in particolare alle spose scollate: "più grande è la nudità, maggiore sarà l'obolo da versare per la cerimonia nella cassetta delle elemosine"

Cronaca
Pubblicato il 5 settembre 2018, alle ore 13:25

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Venezia, stop di un parroco contro le spose scollate: "Tassa se lʼabito è succinto"

Nell’epoca dei matrimoni social e di abiti sempre più scollati, Don Cristiano Bobbo, parroco di Venezia, ha deciso di lanciare un provocazione ai suoi parrocchiani.

La riflessione del parroco sul sacramento matrimoniale, in particolare sull’abito della sposa è approdata sul bollettino locale, proponendo l‘introduzione di una tassa per le spose che si presentano con abiti succinti. 

La provazione di Don Cristiano  

La notizia che ha provocato tanto clamore arriva una frazione di Mira, in provincia di Venezia. Don Cristiano, racconta nell’editoriale della parrocchia, la storia di un paese in cui durante le nozze il parroco ricevava un’offerta proprozionata alla bellezza della sposa. Quanto più la sposa era bella, tanto più la busta era pesante. Nella riflessione di Don Cristiano si legge: “Fatte le debite proporzioni, la potremmo adottare anche noi sacerdoti istituendo una sorta di offerta da riscuotere in proporzione alla decenza dell’abito della sposa che molto spesso si presenta sguaiato e volgare, inadatto alla circostanza. Così, chi più si presenta svestita, più paga“.

Non tutti hanno accolto bonariamente le parole del parroco, anzi, pare che in paese a qualcuno non siano proprio piaciute, innescando così una serie di polemiche contro Don Cristiano. Quest’ultimo però sommerso dalle telefonate dei giornalisti, dichiara che era solo una provocazione scherzosa.

Per rimarginare le polemiche e placare gli animi dei cittadini, il parroco di Mira spiega che la sua era una provocazione, nata però per fare riflettere su fatti che accadono nella vita in parrocchia. “In questo caso è stata suscitata dalla considerazione che le nozze spesso sono considerate più un evento che una scelta maturata e condivisa” e infine conclude: “Certi dettagli non vanno sottovalutati“.

Un invito quello di Don Bobbo, al ritorno di vestiti più “castigati” idonei da indossare durante una cerimonia cattolica con rito in chiesa. Nessuna tassa quindi, ma solo uno spunto di riflessione per le future spose. 

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Una provocazione quella del parroco di Venezia lanciata probabilmente con parole forti. Le parole di Don Bobbo sono state focalizzate sulla richiesta di una tassa e quindi di denaro, ma in realtà è un invito ad avere "rispetto" di determinati luoghi. Chi scegli di sposarsi con rito cattolico sa che in chiesa dovrebbe entrare vestita in modo "più casto", ma questo viene ormai dimenticato sempre di più.

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