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Una prof. auspica la morte ai poliziotti. Ecco come replicano i figli di chi ha servito lo Stato

La lettera della figlia di un poliziotto a Lavinia Flavia Cassaro, l'insegnante che giovedì scorso ha inveito contro le forze dell'ordine durante un corteo antifascista etichettando le stesse con pesanti attributi e augurando perfino la morte.

Cronaca
Pubblicato il 2 marzo 2018, alle ore 09:02

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Una prof. auspica la morte ai poliziotti. Ecco come replicano i figli di chi ha servito lo Stato

Una storia contenente note di assurdità che ha attirato l’attenzione di media, giornali e perfino esponenti politici, a partire dall’ex premier Matteo Renzi il quale, ospite della trasmissione televisiva “Matrix”, ha chiesto una punizione esemplare nei confronti della donna.

Non ha tardato ad arrivare la risposta del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, che ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante, qualificando come “inaccettabile” un atteggiamento che incita all’odio e alla violenza nei confronti di chi serve lo Stato. 

Ma la vicenda accaduta a Torino che ha sollevato moltissime polemiche si sta quotidianamente arricchendo di colpi di scena. Uno di questi è rappresentato da una drammatica lettera scritta dalla figlia di un poliziotto e rivolta all’insegnante. Nella lettera si legge: “Tu che gli urli ‘dovete morire’, vedi ogni volta che mio padre si allaccia gli anfibi e si chiude il cinturone ho davvero paura che qualcuno lo faccia morire. Forse tu non sai cosa vuol dire. Tu non sai cosa vuol dire vivere di turni, vivere di imprevisti, di compleanni in cui nelle foto ci sono tutti: tranne lui.” 

E ancora: “Tu sai che mentre auguravi a quei ragazzi la morte a casa c’erano i loro bambini che si erano appena addormentati che si aspettavano di vedere i loro papà il giorno dopo come tutti i giorni? Lo sai che c’erano madri, fidanzate e mogli che in quel preciso momento stavano pensando a loro? E stavano pensando se magari potevano avere troppo freddo là fuori?

Crude sono le parole della giovane ragazza che conclude la sua lettera in maniera toccante: “Non sono dei mostri come li dipingete. Ma sono persone. Le stesse persone – sottolinea ancora la lettera – che chiamate a tutte le ore se avete bisogno di aiuto, e loro anche se voi gli augurate le morte vengono ad aiutarvi: perché hanno giurato di esserci, e quella divisa che tanto odiate rappresenta anche questo“. 

Una situazione che presenta del paradossale: ci troviamo davanti ad una vera e propria “lezione di educazione civica” che non chiude però il novero degli insegnamenti morali. A fare quasi da spalla alla lettera inviata all’insegnante, è la lettera di un altro ragazzino, Michele, al quale una banda di rapinatori ha portato via il padre carabiniere nel gennaio del 2006. 

Con meno invettiva ma con lo stesso animo di chi teme il futuro, quando Michele ha ascoltato l’odio e la cattiveria delle parole dell’insegnante, ha deciso a sua volta di mettere nero su bianco la sua storia e di rendere partecipe la maestra di Torino del rammarico che quelle parole avevano portato nel suo cuore. 

Senza troppi giri di parole, Michele racconta della morte di suo padre e di come i due rapinatori gli spararono alle spalle. Racconta della sua tristezza nel sentire una “casa silenziosa” senza il papà, di un fratellino o una sorellina che gli sono stati negati, per arrivare infine a parlare della sua casa, la sua seconda casa: “siamo arrivati, si é resa conto che siamo in un cimitero? Eccola la mia seconda casa. Prof ora le chiedo di poggiare la sua mano su questa tomba, pensi il freddo delle mie labbra quando bacio papà.”

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Cosa ne pensa l’autore
Sara Marletta

Sara Marletta - Osho scrisse che "un vero maestro aiuta i suoi discepoli ad essere liberi e indipendenti senza dar loro schemi da seguire. Un buon maestro si riconosce quando aiuta i suoi discepoli ad essere sé stessi, senza imporgli la sua personalità. Da ciò si distingue un maestro vero da uno fasullo".

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Commenti
Claudio Bosisio
Claudio Bosisio

02 marzo 2018 - 17:55:30

A parte Osho e Buco (che ha oltretutto ragione, :() ), chi è il vero fascista, in questa storia? Chi augura la morte a chi ha permesso ad un gruppo di persone, che la pensano molto diversamente, di manifestare liberamente. Fate voi... e comunque evviva le nostre forze dell'ordine, che ci proteggono tutti i giorni.

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