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Una piccola speranza per il piccolo Alessandro: trovata una possibile compatibilità con un cordone ombelicale.

La gara di solidarietà per il piccolo Alessandro continua, ma dall'ospedale di Bologna è arrivata una piccola speranza: è stata individuata una possibile compatibilità con un cordone ombelicale.

Cronaca
Pubblicato il 31 ottobre 2018, alle ore 23:01

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Una piccola speranza per il piccolo Alessandro: trovata una possibile compatibilità con un cordone ombelicale.

È arrivata una buona notizia per il piccolo Alessandro, il bambino italiano di un anno e mezzo che vive in Inghilterra, affetto da una rara malattia, la linfoistiocitosi emofagocitica. A causa di questa malattia, Alessandro ha urgente bisogno di un trapianto di midollo osseo. I genitori di Alessandro, per salvare il bambino, hanno organizzato un tour nelle maggiori piazze italiane, dove chi vuole aiutare Alessandro, può fare un tampone per verificare la propria compatibilità con quella del piccolo.

Mentre la gara di solidarietà continua, per il piccolo Alessandro è stata trovata una flebile speranza: dal registro italiano è stato individuato una possibile compatibilità con un cordone ombelicale, donato in un ospedale bolognese. A darne notizia è Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti.

Il direttore del Centro nazionale trapianti ha spiegato che, quando un registro segnala una disponibilità, vuol dire che esiste già un’alta compatibilità. Ma aggiunge anche che, in questi casi, bisogna verificare se le cellule del donatore sono sufficientemente compatibili con quelle del paziente che le riceve. Nel caso di Alessandro, questa decisione la deve prendere l’ospedale britannico che ha in cura il piccolo Alessandro.

Ma la donazione di cellule tramite cordone è una soluzione di riserva, in quanto è più rischiosa. I medici britannici vogliono prendere comunque in considerazione questa possibilità, visto che i tempi stanno diventando sempre più stretti. Come ha anche spiegato la zia di Alessandro, procedere con il cordone ombelicale sarebbe più pericoloso, dato che il bambino ha avuto questa infezione. Secondo i medici, i rischi con le cellule dei cordoni sono più alti.

Proprio per questi motivi, per Alessandro è importantissimo continuare con la gara di solidarietà che sta riempiendo le piazze italiane, nella speranza che si possa trovare un donatore di midollo compatibile, e lasciare la donazione di cellule tramite cordone ombelicale solo come seconda possibilità.

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Cosa ne pensa l’autore
Elisabetta Monda

Elisabetta Monda - Il piccolo Alessandro ha già dimostrato di essere un bambino forte, contro ogni pronostico medico. Sicuramente preferirei che tra i molti donatori che si stanno presentando nelle piazze si possa trovarne uno compatibile ma, se così non dovesse essere, spero che il piccolo Alessandro continui a smentire i medici e che quindi l'opzione di riserva sia sufficiente a salvargli la vita!

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