Iscriviti
Roma

Udienza del mercoledì. Papa Francesco: "Signore, insegnami a pregare!"

In Aula Paolo VI, Papa Francesco ha invitato i fedeli - riuniti per l'udienza del mercoledì - alla preghiera umile. Pregare da tanti anni non significa saper pregare.

Cronaca
Pubblicato il 5 dicembre 2018, alle ore 23:23

Mi piace
8
0
Udienza del mercoledì. Papa Francesco: "Signore, insegnami a pregare!"

Anche se forse preghiamo da tanti anni, dobbiamo sempre imparare!“, con queste parole Papa Francesco, nell’udienza generale del mercoledì, si è rivolto ai fedeli presenti in aula Paolo VI per introdurre il tema delle catechesi dell’Avvento, dedicato alla preghiera di Gesù, ovvero il “Padre nostro“.

All’appuntamento con Papa Francesco c’erano più di 8 mila pellegrini, giunti da tutto il mondo. L’Avvento, cominciato domenica scorsa, è un tempo di preghiera e riflessione che prepara al Natale, e partire con la “parola” del Papa è avere una marcia in più.

Dalla catechesi sul Padre Nostro

La preghiera – ha detto Papa Francesco – è un desiderio, un anelito che affiora in modo naturale nell’anima dell’uomo, e questo forse è “uno dei misteri più fitti dell’universo”. Preghiamo, ma non sappiamo se le preghiere che rivolgiamo a Dio siano proprio quelle che Lui s’aspetta da noi. Leggendo la Bibbia – ha detto il Papa – ci accorgiamo che ci sono preghiere non opportune, che Dio respinge, come quelle del fariseo che, orgoglioso, pregava per farsi vedere dalla gente, mentre il suo “cuore era freddo”. Poco distante dal fariseo c’era un pubblicano che – ha detto il Papa ricordando le parole di Gesù – è uscito dal tempio giustificato, “perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato“. 

Il primo passo della preghiera dev’essere compiuto in umiltà, ha detto Papa Bergoglio, suggerendo di rivolgersi al Padre, alla Madonna con queste parole: “guardami, sono peccatore, sono debole, sono cattivo…”, ognuno poi, conoscendo sé stesso, personalizzerà le parole da rivolgere a Dio e, se prega con umiltà, sarà ascoltato dal Signore.

Nella conclusione della sua riflessione, Francesco, ha invitato i fedeli a chiedere a Gesù, come i discepoli: “Maestro, insegnaci a pregare!”. Il tempo di Avvento sarà più bello, se ci lasceremo accompagnare dall’invocazione:Signore, insegnami a pregare!“.  Il nostro impegno nella preghiera – ha detto ancora il Papa -, può essere buono, ma se chiediamo al Signore che ci insegni pregare, la nostra preghiera sarà migliore! Ed Egli, sicuramente, ci ascolterà.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che pregare con le labbra e non con il cuore sia un rischio che si corre quando il rapporto con Dio non è profondo, quando la preghiera diventa un'abitudine, un atto da compiersi almeno una volta al giorno e, una volta eseguito, permette di pensare ad altro. La preghiera del cuore, al contrario della preghiera delle labbra, è una "presenza" che va al di là delle parole, e aiuta il fedele in ogni istante della sua giornata.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!