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Treviso, massacrò la moglie a colpi di ascia: dopo 5 anni è fuori dal carcere. La donna: “nessuno mi ha avvisata”

Gianangela Gigliotti è stata ridotta dall’ex marito a vivere su una sedia a rotelle. L’uomo condannato ad 11 anni, ha però ottenuto la semilibertà dopo solo 5 anni di reclusione.

Cronaca
Pubblicato il 10 settembre 2018, alle ore 19:29

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Treviso, massacrò la moglie a colpi di ascia: dopo 5 anni è fuori dal carcere. La donna: “nessuno mi ha avvisata”

Gianangela Gigliotti nel 2013 ha rischiato la sua vita come purtroppo accade a molte donne: l’ex marito stava per ucciderla dopo essersi avventato su di lei con un’ascia e lasciata in una pozza di sangue.

L’aggressione risale al 24 Luglio del 2013. Gianangela si trovava a casa sua a Conegliano (Treviso) e chattava su Facebook con un amico quando sente un rumore: il suo ex era entrato in casa scassinando la portafinestra. In mano l’uomo aveva un’accetta e si scagliò subito su di lei. La donna riuscì per fortuna soltanto a scrivere al suo interlocutore: Oh mio dio, mio marito”. Quest’ultimo ha allertato i carabinieri, che ritrovarono la vittima a terra in una pozza di sangue.

La condanna e la semilibertà ottenuta

L’uomo si diede alla fuga, e venne ritrovato soltanto dopo quattro giorni nell’abitazione di sua madre. Gianangela,spiega che l’ex marito non si è mai pentito di ciò che ha fatto, non chiedendo mai scusa nè a lei, né al loro figlio, che nel frattempo ha deciso di cambiare cognome.

Da quel 24 Luglio, Gianangela vive su una sedia a rotella: “Non sono più io. Ho perso l’autonomia in tutto. E’ così ingiusto che sia mio figlio a doversi prendere cura di me e non il contrario. Provo a reagire ma ho dolori alla schiena e alle ossa”. La donna è ormai invalida al 90% e necessita di cure costanti.

L’uomo è stato condannato ad 11 anni di reclusione, ma dietro le sbarre ne ha scontati solo 5: adesso ha ottenuto la semilibertà. Questa scoperta ha riaperto in Gianangela una ferita profonda: “mi sento abbandonata dalle istituzioni”. La donna ha infatti saputo da un conoscente che il suo ex marito era uscito dal carcere, tornando a vivere a pochi passi da lei e suo figlio. “Vorrei che qualcuno desse anche a me un permesso speciale per uscire dalla mia prigione di dolori e godermi il mare come prima” ha concluso.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - E' sconvolgente che la vittima di un quasi "omicidio" assolutamente premeditato, non venga avvisata da qualcuno che il suo "aguzzino" sia tornato in libertà. Inoltre, è impensabile che dopo solo 5 anni, una persona che ha "tentato un omicidio" sia in libertà, mentre purtroppo la vittima si ritrova a vivere un'esistenza priva di essa.

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