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Trento, nasce prematuro senza assicurazione sanitaria. Chiesti 18mila euro ai genitori

Una coppia di giovani turisti russi si è vista arrivare il conto per il parto e la degenza del figlio nato prematuramente a Trento: 18.000 euro. Una cifra non indifferente.

Cronaca
Pubblicato il 4 aprile 2018, alle ore 10:18

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Trento, nasce prematuro senza assicurazione sanitaria. Chiesti 18mila euro ai genitori

Nasce in Italia, a fine febbraio, quando mamma e papà, provenienti dalla Russia, sono appena arrivati a Moena, nel Trentino, con un gruppo di amici per trascorrere qualche giorno di vacanza. Nasce cogliendo di sorpresa Anastasia – la mamma – che, al settimo mese di gravidanza, è convinta che il giorno del parto sia ancora lontano, almeno quanto basta per concedersi una vacanza lontano da casa.

Appena arrivati in Italia, il 24 febbraio, la coppia è dovuta ricorrere all’ospedale perché Anastasia ha cominciato ad avvertire le prime contrazioni. Il bimbo, un bel maschietto, è nato tre giorni dopo. Nato prematuro, ma senza complicazioni, il bambino sta bene, ma dovrà rimanere all’ospedale Santa Chiara di Trento ancora per qualche tempo.

La vacanza distensiva si è presto trasformata in gioia per la nascita del figlio, ma si è poi attenuata con il primo estratto conto delle spese sanitarie pari a 18.000 euro che i genitori dovranno versare alla sanità trentina: 3.000 per il parto e gli altri 15.000 per il tempo di degenza presso l’ospedale di Trento. “Per noi è una cifra troppo grande“, afferma Anastasia intervistata da RadioeTV.
A raccontare la storia di Anastasia e del suo bambino sono state la tv locale Rttr ed il quotidiano online Trento Today che riporta anche il video con l’intervista alla giovane mamma.

L’assicurazione turistica che la coppia aveva sottoscritto prevede molte situazioni che possono capitare durante un viaggio, ma non le spese per un eventuale parto che quindi non sono coperte. Per la coppia la cifra non è indifferente ma, con il tempo, intende saldare il conto senza l’aiuto di campagne online.

Il conto arrivato ai due turisti russi in vacanza a Moena riguarda solo i primi due mesi di degenza, perché il bimbo deve fermarsi ancora all’ospedale. Una via d’uscita per la coppia sembra possa essere la richiesta di permesso di soggiorno, ma per procedere devono attendere maggio, quando scadrà il loro visto turistico.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La vita è un dono, non per i 18mila euro che i genitori dovranno pagare per aver permesso al bimbo di nascere, è un dono perché in quel bimbo c'è una storia d'amore che non ha prezzo... Penso che la vita dovrebbe avere la meglio sul denaro, sul costo sanitario... penso che i rapporti tra le nazioni dovrebbero trovare alleanze in favore della vita.

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