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Genova

Toscani difende i Benetton e attacca gli italiani: "Incattiviti, il ponte era tenuto ad un livello altissimo di qualità"

Oliviero Toscani, l’uomo che dal 1982 al 2000, e dallo scorso febbraio ad oggi, ha edificato l’immagine di Benetton, non accetta le accuse ed ha deciso di controbattere, utilizzando toni ben noti.

Cronaca
Pubblicato il 17 agosto 2018, alle ore 19:16

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Toscani difende i Benetton e attacca gli italiani: "Incattiviti, il ponte era tenuto ad un livello altissimo di qualità"

Oliviero Toscani, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha difeso a spada tratta i Benetton, estromettendoli dalla responsabilità per il crollo del Ponte Morandi a Genova. Il fotografo ha attaccato duramente i Cinque Stelle imputandoli di colpe decisamente surreali: “Parlano i grillini che ne hanno fatte di tutti i colori, che sono contro tutto, contro la Gronda?” aggiungendo che siamo un Paese che dovrebbe andare dallo psicanalista, tanto che la foto ritoccata che lo immortala, oramai virale, secondo lui, ne è la prova. 

Toscani osserva che prendersela con i Benetton è un grossolano errore, sono persone serie che fanno bene il proprio lavoro, fanno le cose sempre al massimo: “Ma scherziamo? Perché questa cattiveria: che popolo frustrato quello italiano, che popolo infelice! Da fotografo e da uomo immagine posso dire proprio questo: siamo un popolo di infelici, incattiviti. ”

Secondo il celeberrimo fotografo gli italiani ce l’hanno con la loro condizione, pur essendo i primi colpevoli e, seguendo un discorso parossistico, ha affermato che dovremmo prenderci a sberle per strada, in quanto sarebbe un atteggiamento più sano. “Che popolo cattivo… E non dico solo quello italiano, l’umanità. Ce l’abbiamo con tutti…”.

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, e il vicepremier Luigi Di Maio, hanno sentenziato che Benetton abbia goduto della protezione dei precedenti governi, in particolare del PD: “Ma Toninelli non è appunto ministro delle Infrastrutture? Sicuramente era al corrente di come le cose fossero tenute. E ho sempre sentito che quel ponte era tenuto a un livello altissimo di qualità.” Toscani sottolinea di non essere un tecnico, ma di aver sempre sentito che il ponte era seguito con dei parametri molto più ampi della media europea. La cattiveria e il livore, giustamente esplosi dopo un’immane tragedia evitabile ed umana, secondo Oliviero sono inconcepibili.

Il fotografo ha rivelato che, grazie ad un provvidenziale ritardo, quella mattina non si è trovato a dover passare per il ponte Morandi, avrebbe dovuto percorrere quel viadotto in moto, insieme al figlio per recarsi in Francia. “Mentre stavo partendo da casa mi ha chiamato un tecnico del mio service, che doveva raggiungermi a casa. E mi ha detto: sono in ritardo. Ho voluto aspettarlo…”. Se non avesse ritardato la partenza, ha osservato, si sarebbe trovato al centro della tragedia.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Una difesa a spada tratta del padrone: alcun dubbio, alcun cedimento, neppure dinnanzi ai morti e agli sfollati. Le parole di Toscani si commentano da sole, e fanno ben comprendere come la tanto millantata indipendenza del fotografo sia solo un atteggiamento per celare l'asservimento a chi rimpingua, a dovere, il conto in banca.

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