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Torino

Torino, militare si toglie la vita: malato di leucemia per colpa delle missioni

Un militare si è tolto la vita a Torino. Era malato di leucemia da 3 anni a causa delle missioni all'estero. Ecco le sue ultime parole e la sua richiesta di giustizia.

Cronaca
Pubblicato il 26 ottobre 2018, alle ore 11:40

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Torino, militare si toglie la vita: malato di leucemia per colpa delle missioni

Luigi Sorrentino, caporalmaggiore dell’esercito italiano, era malato ormai da tre anni di leucemia. Come ha sempre affermato insieme alla sua famiglia, è stata una causa dovuta all’uranio impoverito utilizzato durante le missioni all’estero. All’età di 40 anni ha deciso di impiccarsi in un appartamento a Torino mettendo così fine alla sua vita, e lasciando due figli e la moglie da cui era ormai separato.

Sorrentino aveva già fatto causa per i danni di salute subiti durante le sue missioni estere, e da poco aveva anche chiesto il reintegro nell’esercito, proprio come spiega nell’intervista che qualche giorno fa aveva rilasciato a CronacaQui, dove ha voluto raccontare i suoi problemi di salute e la causa legale che aveva deciso di intraprendere contro il Ministero della Difesa: le sue ultime parole prima di compiere il terribile gesto.

La malattia

Il caporalmaggiore dell’esercito si era malato di leucemia tre anni fa, a causa delle missioni all’estero che lo hanno obbligato a rimanere in contatto con le munizioni di uranio impoverito. Proprio come ha detto Sorrentino a CronacaQui, non è l’unico ad essersi ammalato, e molti colleghi hanno anche perso la vita. Il militare 40enne infatti, afferma di aver voluto intraprendere questa causa perchè qualcuno deve prendersi le proprie responsabilità, e ancora più importante, l’ha fatto per i suoi colleghi che purtroppo non ci sono più: una questione di principio e non di soldi, come ha voluto sottolineare.

Durante la sua intervista ha anche espresso la volontà di tornare in servizio il prima possibile, dicendo senza troppi giri di parole di volersi guadagnare i 1500 euro al mese che gli arrivano, e non prenderli rimanendo seduto sul divano senza fare nulla. Queste le parole utilizzare proprio dallo stesso caporalmaggiore.

Il ritrovamento del corpo

Martedì 23 ottobre, la polizia ha fatto irruzione in un appartamento nel quartiere Cit Turin, facendo così la tragica scoperta del corpo privo di vita di Luigi Sorrentino, impiccato all’interno dell’abitazione. Insieme a lui non è stato lasciato alcun biglietto che spiegasse il gesto. Il caporalmaggiore torinese lascia due figli, di 17 e 6 anni, e la moglie da cui si era separato.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Ci sono persone che proteggono la vita di tutti noi, che proteggono il nostro paese mettendo a rischio se stessi. Il minimo che possiamo fare è dare loro la giustizia che meritano, mantenere in sicuro la loro salute e non farli ammalare in questo modo per poi non voler neanche prendere le responsabilità di quanto accaduto.

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