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Torino

Torino: finisce il mito "di mamma ce n’è una sola"

Concepito in Danimarca, nasce in Italia. L'uomo che ha donato il seme vuole restare nell'anonimato. Le due donne-madri, dopo qualche giorno di battaglia, ottengono il riconoscimento di Niccolò Pietro come loro figlio

Cronaca
Pubblicato il 23 aprile 2018, alle ore 22:34

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Torino: finisce il mito "di mamma ce n’è una sola"

Alla fine il Comune di Torino ha ceduto e ha accolto la richiesta di registrare, nell’anagrafe cittadina, il figlio di due donne nato in Italia. La registrazione avvenuta in data odierna segna il “primo riconoscimento alla nascita di un bimbo di una coppia omogenitoriale“, come si legge in ansa.it.

Niccolò Pietro è nato 10 giorni fa, il 13 aprile, era stato concepito attraverso la procreazione assistita in Danimarca. Le due madri sono Chiara Foglietta, consigliera comunale del Pd e attivista per i diritti Lgbt, e la sua compagna Micaela Ghisleni, bioeticista.

Quando qualche giorno fa le due madri si sono recate agli uffici anagrafe per dichiarare la nascita del loro bambino, hanno trovato le porte chiuse, perché secondo la legge italiana va indicato obbligatoriamente il genitore maschile che, a quanto si sa, ha fatto la donazione del seme mantenendo l’anonimato.

Alexander Schuster, l’avvocato che ha assistito la coppia, ha affermato: “Ciò accade anche per coppie di sesso diverso, o donne senza partner: l’anagrafe obbliga a dichiarare che la nascita deriva da una unione naturale con un uomo“, e senza alcun grado di parentela perchè proibito dalla legge italiana.

Una via d’uscita per le due donne poteva essere quella di dichiarare il falso, ma non se la son sentita perché il loro figlio ha “diritto a un’identità corrispondente alla realtà e a conoscere gli eventi che hanno determinato la sua esistenza”. Dello stesso parere il primo cittadino, Chiara Appendino, che pur dichiarandosi “favorevole e disponibile a procedere con la registrazione”, si ritrovava con il “vuoto normativo” e temeva che non potesse “essere garantito il diritto tanto dei genitori quanto dei figli“.

Alla fine il sindaco di Torino, Chiara Appendino, dopo qualche riflessione ha accettato di firmare l’atto che riconosce il piccolo Niccolò Pietro figlio di due donne: Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Appartengo ancora a coloro che credono che "di madre ce n'è una sola", perché mi sembra tanto naturale e normale. Personalmente credo che un bimbo abbia diritto di un padre e una madre se poi ci sono dei fratelli, meglio per lui, ha qualcuno con lui giocare. Non me la sento però di giudicare le scelte degli altri o di condannarle.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

24 aprile 2018 - 18:23:56

Ora andrà di moda "Genitore 1" e "Genitore 2". Vi sarà la festa del Genitore, con ovvia confusione del numero di riferimento.

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