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Torino

Torino, emergono dettagli terribili dal racconto della moglie dell’architetto ucciso

Laura Lai, la moglie di Roberto Mottura, l'architetto 49enne ucciso durante una rapina nella sua casa, è ancora sotto shock. La donna ha detto che la situazione è degenerata in un attimo.

Cronaca
Pubblicato il 10 giugno 2021, alle ore 11:38

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Torino, emergono dettagli terribili dal racconto della moglie dell’architetto ucciso

Tutti si stringono al dolore della moglie di Roberto Mottura, l’architetto ucciso a Piossasco nel Torinese nel corso di una rapina nella sua casa. La moglie, Laura Lai, ha raccontato che in cucina c’erano due uomini incappucciati, che le hanno intimato di andare su. Poi è sceso Roberto e tutto è successo in un attimo.

Roberto voleva difendere la sua famiglia, così probabilmente li ha affrontati, ma il ladro ha impugnato una pistola di piccolo calibro e sparato un proiettile che ha raggiunto l’addome dell’architetto, all’altezza del basso ventre, sul lato sinistro.

Laura non ha sentito bene il colpo di pistola, perché l’allarme con il suo frastuono copriva gli altri rumori. Anche se era ferito, Roberto Mottura è riuscito a fare qualche passo ed era andato verso la finestra del salotto. Poiché non c’era foro d’uscita, Laura non si è accorta subito della ferita, e neanche i sanitari del 118 che hanno provato a rianimare Roberto per 40 minuti.  L’uomo è morto e solo in quel momento i sanitari hanno compreso che la verità era un’altra.

Nel frattempo i ladri erano fuggiti, pare fossero a bordo di una Audi A3, un modello datato di colore blu, avente una targa che inizia con le lettere BH. La polizia sta indagando ed è alla ricerca di una vettura che risponda a quella descrizione. In un attimo la vita di Laura e Roberto è stata letteralmente stravolta, e tutto è cambiato ora che il marito non c’è più. I due si erano conosciuti nei corridoi della facoltà di architettura di Torino, e sin dal loro primo incontro era scoccata la scintilla.

Dopo il matrimonio sono andati a vivere nella grande villa di famiglia, situata sulla collina di Piossasco, dove era cresciuto Roberto, una zona che per Laura era fin troppo isolata. Così, dopo otto anni di convivenza con i suoceri, hanno cambiato casa e sono andati a vivere alcune centinaia di metri più a valle, in un elegante complesso residenziale. E adesso Roberto non c’è più. 

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Cosa ne pensa l’autore
Giacoma Chimenti

Giacoma Chimenti - La storia di questa rapina ha dell'incredibile, la vita di una famiglia viene stravolta da persone indegne che sanno solo causare danni agli altri. Non è giusto perdere la vita in questo modo, e penso al dolore della famiglia e degli amici che hanno perso una persona così stimata e apprezzata da tutti.

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