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Tolta la scorta a Capitano Ultimo, Rita Dalla Chiesa interpella Salvini: "Perché a Saviano si e a Capitano Ultimo no?"

La celebre giornalista e conduttrice tv, figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, si è direttamente rivolta al vicepremier chiedendogli se è al corrente del provvedimento di revoca.

Cronaca
Pubblicato il 27 agosto 2018, alle ore 13:06

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Tolta la scorta a Capitano Ultimo, Rita Dalla Chiesa interpella Salvini: "Perché a Saviano si e a Capitano Ultimo no?"

La nota giornalista e conduttrice, figlia del generale e prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato in un attentato mafioso nel 1982, ha rivolto un accorato quesito al ministro degli interni Matteo Salvini“In questo foglio c’è scritto che, dal 3 settembre, verrà tolta la scorta al Capitano Ultimo. A colui che arrestò Totò Riina. Il 3 settembre venne anche ucciso mio padre. Ministro Matteo Salvini lei sa di questa aberrante decisione? La scorta a Saviano sì, e a Capitano Ultimo no?”. La polemica è subitamente deflagrata.

L’appello di Rita Dalla Chiesa ha ricevuto numerosi commenti, non sempre entusiasti, soprattutto per ciò che concerne il mal celato sottinteso del messaggio: alcuni internauti hanno rimarcato che la giornalista pare strumentalizzare l’evento della scorta tolta ad Ultimo per attaccare Saviano reo di aver ancora protezione.

Il deputato e portavoce di Forza Italia Giorgio Mulè su Twitter ha osservato: “Caro @matteosalvinimi, siccome la mafia non uccide solo d’estate e se ti condanna a morte la sentenza non viene mai annullata, usa la santa cortesia di provvedere subito alla sicurezza di @UltimoUMC. Revocare la protezione a chi arrestò Riina è da vigliacchi”.

Stefania Prestigiacomo, deputata di Forza Italia, ha affermato che, se fosse vero che fra pochi giorni tolgono la scorta al Capitano Ultimo, vorrebbe dire che viviamo in uno Stato che non sa essere Stato e che Salvini deve assolutamente evitare questa ingiustizia.

Poco dopo essere stato nominato ministro dell’Interno, Salvini, in lotta perenne con lo scrittore, aveva espresso alcune perplessità sulla effettiva necessità di Saviano di mantenere la scorta sentenziando che le istituzioni competenti avrebbero dovuto valutare se, lo stesso, corra effettivamente qualche rischio. L’autore di Gomorra, in risposta, aveva etichettato il vicepremier come “ministro della malavita” sottolineando che vivere sotto scorta è una tragedia e l’Italia è il Paese occidentale con più giornalisti che ne hanno bisogno perché ha le organizzazioni criminali più potenti e pericolose del mondo.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Rita Dalla Chiesa, comprensibilmente affine con chi si è battuto contro la mafia, ha rilasciando un affermazione sicuramente dai connotati ambigui. La stessa ha rimarcato che non intendeva dire che Saviano non merita la scorta: la sensazione generale è stata che volesse, in realtà, rimarcare proprio l'inutilità della sua protezione.

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Commenti
Vincenzina Rocchella
Vincenzina Rocchella

28 agosto 2018 - 14:49:57

Concordo con le tue perplessità.

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