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Stupro di Jesolo, post choc di un poliziotto: “Quella ragazzina se l’è cercata”

Mauro Maistro, poliziotto e segretario del sindacato indipendente di polizia di Rovigo, incolpa la 15enne stuprata dal senegalese a Jesolo: "Piangono perché le stuprano".

Cronaca
Pubblicato il 31 agosto 2018, alle ore 13:22

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Stupro di Jesolo, post choc di un poliziotto: “Quella ragazzina se l’è cercata”

C’è chi sulla rete cerca notorietà a tutti i costi. E a volte questi aspiranti alla fama sono dei poliziotti. Dopo la vicenda di Jesolo, dove una quindicenne è stata stuprata da un senegalese venticinquenne, il segretario del sindacato indipendente di polizia di Rovigo, Mauro Maistro, ha affermato che la vittima ha meritato ciò che le è successo.

Non un utente comune, quindi. E nemmeno uno squilibrato che si firma con l’anonimo. Ma un poliziotto. Uno di quei rappresentanti delle forze dell’ordine che dovrebbero arrestare i delinquenti e proteggere i cittadini, non certo giudicarli. Quello, semmai, spetta alla magistratura, con tanto di tribunali, avvocati e processi.

L’ardito poliziotto, in un post su Facebook, scrive: “Queste ragazzine pensano di rimediare una canna facendo servizietti veloci agli spacciatori. Poi trovano quello che invece vuole il servizio completo e allora piangono perché le stuprano. E’ una storia vecchia come il mondo”.

Su quello che dice forse c’è un pizzico di verità. Soprattutto perché detto da un agente di polizia che conosce il mondo della delinquenza meglio di noi. Ma ciò non toglie che quello che è stato commesso nei confronti della ragazzina sia comunque un reato. Anche se il senegalese continua a difendersi sostenendo che la ragazza fosse consenziente.

Come siano andate davvero le cose, lo stabiliranno le indagini. Ma, intanto, sulla vicenda è intervenuta anche Selvaggia Lucarelli, che ha attaccato sulla sua pagina Facebook:”Lui è Mauro Maistro, Segretario del sindacato di polizia di Rovigo. Si esprime così sulle ragazzine violentate, sulla Boldrini, sull’ambasciatrice di Malta definita ‘mignotta da Night’ e così via”.

Un modo per alludere al fatto che il poliziotto forse è un misogino. Quindi, uno che non ha una buona considerazione delle donne. Nemmeno per quelle che dicono di essere state violentate perché probabilmente – secondo lui – molte donne si comportano in modo equivoco, fanno sesso per tornaconti personali, per poi pentirsene e denunciare i loro presunti violentatori (vedi il caso Brizzi).

In ogni caso, la Lucarelli rincara la dose: “Ma i suoi colleghi di commissariato la sua pagina Facebook non l’avevano mai vista? Perché al di là della sua visione del mondo che è deprimente, ci sono frasi diffamatorie e, soprattutto, passa l’idea che se vai a denunciare uno stupro da lui ti riterrà una mitomane o una drogata”.

Ovviamente, il poliziotto incriminato ha cancellato tutto. Ma la sua dichiarazione ha fatto il giro del web, sollevando un polverone di polemiche e di accuse contro di lui. Ma ha attirato anche qualche messaggio di solidarietà verso il poliziotto da parte di chi pensa che, in fondo, una ragazzina che si apparta con uno sconosciuto debba peccare moltissimo o di ingenuità o di complicità.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Le circostanze potrebbero anche essere quelle ipotizzate nel post pubblicato dal poliziotto. Tuttavia questo non sminuisce il reato commesso. Il tono usato è inopportuno, e c'è da chiedersi se il personaggio in questione sia adatto a svolgere un servizio che deve essere a tutela dei cittadini. Per quanto riguarda la ragazza, invece, mi chiedo: "Ma dove erano i genitori? Gli hanno mai spiegato che non si va con uno sconosciuto?".

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