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Sono 4 milioni gli uomini italiani che hanno subito violenza sessuale

Patrizia Montalenti, sociologa di Ankyra, l’unico centro in Italia per uomini vittime di abusi, ha spiegato in un'intervista un fenomeno sommerso: gli uomini per vergogna non denunciano.

Cronaca
Pubblicato il 1 giugno 2017, alle ore 14:18

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Sono 4 milioni gli uomini italiani che hanno subito violenza sessuale

L’altra faccia del femminicidio, meno diffusa, occultata dalla stesse vittime per vergogna, pudore, è il maschicidio. Una statistica minuziosa sugli uomini vittime di abusi e violenze sessuali da parte delle donne non esiste perchè difficilmente i maschi denunciano: il Tpi ha intervistato Patrizia Montalenti, sociologa di Ankyra, l’unico centro in Italia che accoglie a Milano uomini vittime di abusi.

Nel 2012 Pasquale Giuseppe Macrì, docente di medicina legale dell’Università di Siena, condusse uno studio approfondito sugli uomini vittime di violenza, Montalenti spiega: “La ricerca  ha rilevato che oltre 3,8 milioni di uomini, il 18,7 per cento del totale, hanno subito almeno una violenza sessuale a opera di una donna nel corso della vita. Nella maggior parte dei casi gli uomini subiscono violenza fisica a tutti gli effetti. Questa è una cosa che il senso comune non immagina neanche. Io non ho visto un caso in cui non ci fosse anche violenza fisica”.

La violenza implica anche lo stupro da parte della donna, diversificandosi notevolmente dalla violenza sessuale perpetrata dagli uomini è improntata su una sorta di svilimento del maschio, di denigrazione del soggetto. La violenza sessuale può essere esercitata anche dopo la violenza fisica. L’uomo non è in grado di ribellarsi, non riesce ad utilizzare la forza fisica, la vergogna prende il sopravvento, non confessando l’accaduto neppure ad un amico.

Montalenti spiega: “non vuole far del male alla sua compagna perché è consapevole della maggiore forza di cui è dotato fisicamente oltre al fatto che se dovesse reagire alle violenze, molto probabilmente la partner andrebbe dalle forze dell’ordine e lui non verrebbe creduto”. Dopo la denuncia sovente l’uomo non intende porre fine alla relazione cercando di curare la fidanzata, anche dopo aver subito violenze continuative e gravi.

Gli uomini che subiscono violenza appartengono a variegate tipologie, nessuna zona italiana esclusa: il ceto di appartenenza è medio alto, Nel 2017 la presidente di Ankyra dice che hanno ricevuto 50 chiamate, lo scorso anno un centinaio: “Sono persone che non hanno nessuno, che non possono contare su un vero appoggio. Va detto che le donne possono contare su una rete internazionale di protezione. Per gli uomini non esistono associazioni di questo tipo”.

Il centro Ankyra non rimarrà probabilmente il solo, Montalenti spiega che le generazioni stanno cambiando, si stanno evolvendo; negli Stati Uniti, ma anche in molti stati membri dell’Unione Europea, esistono centri che fanno accoglienza, ospitalità, che aiutano le vittime: “Noi ci siamo costituiti nel 2013 perché credevamo molto in questa idea, abbiamo cominciato ad accogliere le persone nel 2014 basandoci sulla disamina di quanto già succedeva negli altri paesi. L’Italia arriva in ritardo, sempre, ma alla fine ci arriva” ha detto la sociologa in conclusione.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Anni fa ho visto un film, basato su fatti realmente accaduti, raccontava l'odissea di un padre di famiglia picchiato violentemente ogni sera dalla moglie: davanti all'incredulità di amici e parenti cercava aiuto all'esterno facendo venire alla luce una realtà sommersa di cui gli uomini non osano parlare per vergogna, timore, paura di esser derisi.

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