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Sgomberato dalla sua casa l’imprenditore a cui lo Stato deve 4 milioni di euro

Recenti notizie narravano di un rinvio di 45 giorni per lo sfratto dell'imprenditore Sergio Bramini ma, invece, nella giornata di venerdì, a causa del pignoramento insieme alla sua famiglia, è stato costretto a lasciare l'abitazione.

Cronaca
Pubblicato il 21 maggio 2018, alle ore 17:58

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Sgomberato dalla sua casa l’imprenditore a cui lo Stato deve 4 milioni di euro

Sergio Bramini è un imprenditore 70enne che ha dovuto dichiarare fallimento malgrado lo Stato gli dovesse circa 4 milioni di euro. Nonostante l’intervento di alcuni politici tra cui Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Gianluigi Paragone, l’imprenditore si è visto confiscare la casa dai curatori fallimentari.

La storia di Sergio Bramini, imprenditore nel settore dei rifiuti ritrovatosi con un’attività chiusa per fallimento, è già conosciuta. Proprio alcune settimane fa si era parlato del rinvio dello sgombero dalla sua abitazione a Giugno, grazie alla mobilitazione di circa 300 persone che avevano manifestato fuori all’abitazione dell’imprenditore. Il prefetto, per evitare problemi di ordine pubblico, aveva bloccato le procedure di pignoramento.

In quell’occasione abbiamo letto anche della solidarietà del senatore grillino Corbetta che aveva deciso di prendere domicilio presso l’abitazione Bramini ed avvalersi dell’immunità parlamentare che, purtroppo, in caso di esecuzione forzata non può essere applicata.

Il tragico epilogo per l’imprenditore

Solo pochi giorni dopo la notizia del rinvio a 45 giorni, l’imprenditore Bramini ha perso la sua casa: “ho perso la calma e ho dovuto cedere alla forza trattato come un criminale, tutto questo nonostante avessi proposto, grazie al buon cuore di un grande imprenditore, a saldo e stralcio l’intera somma dovuta alla banca e quella spropositata e concordata senza colpa per stanchezza al curatore”. Sergio si sente umiliato e piegato dall’ingiustizia, e si dichiara pronto ad iniziare una guerra per avere i suoi diritti.

La mobilitazione, le parole dei politici, le Iene sono serviti a poco, Sergio Bramini è stato sgomberato e le serrature di casa cambiate. Ed è proprio nel servizio de Le Iene, che l’imprenditore viene ripreso mentre piange disperato sulle spalle dell’inviato, e mentre qualcuno gli grida: “Sei un eroe“, lui recupera coraggio e dichiara: “Non gli darò la soddisfazione di vedermi suicidato“, e poi con poche valigie sale a bordo di un’auto verso la casa che ha preso in affitto insieme alla moglie malata.

Dopo i primi momenti di nervosismo e disperazione, l’imprenditore Bramini si è poi scusato per il suo atteggiamento: Chiedo scusa se ho perso la pazienza il giorno dello sgombero, chiedo scusa ai poliziotti che ho spintonato, ma è esplosa la rabbia che covavo da 7 anni di soprusi e di angherie, mi si è chiuso lo stomaco come quando ero ragazzo anche se ormai ho 71 anni”.

Di Maio e Salvini hanno offerto all’imprenditore un incarico di Governo, ovvero una consulenza per occuparsi di fallimenti, questioni immobiliari ed aste giudiziarie. Sergio Bramini ha accettato volentieri l’incarico, soprattutto per salvare le persone che come lui versano in condizioni disperate.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Come spesso accade lo Stato diventa assente a causa dei tempi burocratici molto lunghi prima di versare ciò che spetta ad alcuni imprenditori. Questa situazione può causare molti danni come nel caso di Sergio Bramini che si è dovuto indebitare per riuscire a sopravvivere. A nulla sono servite le mobilitazioni di politici e televisione: il rinvio precedentemente annunciato purtroppo non è stato rispettato.

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