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Napoli

Sergio, cacciato di casa perchè omosessuale: ora vive insieme ai topi

Un uomo di 58 anni di Napoli, cacciato dalla famiglia perché omosessuale, è costretto a vivere in un sottoscala insieme a topi e privo di acqua ed elettricità.

Cronaca
Pubblicato il 28 ottobre 2018, alle ore 09:43

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Sergio, cacciato di casa perchè omosessuale: ora vive insieme ai topi

Il Sindaco di Monte di Procida (Napoli), si è già espresso a suo favore, perchè la storia del 58enne, Sergio sta già facendo il giro del web ed ha indignato tutta Napoli e non solo. Obbligato a vivere in un sottoscala poichè cacciato di casa per il suo orientamento sessuale, Sergio non ha elettricità e neanche acqua, e poco dopo il breve incontro con l’associazione Arcigay di Napoli che ha denunciato la situazione al Sindaco del posto, il 58enne è stato portato in urgenza all’ospedale poichè morso da un ratto.

L’associazione Arcigay, si occupa di aiutare tutte le persone discriminate e che subiscono violenze fisiche e psicologiche a causa del proprio orientamento sessuale. In molti infatti, hanno paura di rivolgersi alle autorità o non possono poichè nel nostro paese molte leggi non coprono i diritti degli omosessuale. Fino ad oggi l’Arcigay è riuscita ad aiutare moltissime persone, in particolare giovanissimi che subivano violenze proprio all’interno della propria abitazione. Questa volta l’associazione di Napoli è corsa in soccorso di Sergio, denunciando la sua situazione al Sindaco stesso.

Gli interventi

Sergio è stato cacciato e abbandonato dalla sua famiglia dopo la scoperta del suo orientamento sessuale. Ora il 58enne è costretto a vivere in un sottoscala abbandonato, senza acqua ed elettricità, in mezzo a ratti e con la pioggia che entra dalle fessure. Una condizione disumana e pericolosa, specialmente per l’uomo che soffre anche di molte patologie.

L’Arcigay ha denunciato la situazione al Sindaco di Monte di Procida, Giuseppe Pugliese, che ha espresso la sua solidarietà nei confronti dell’uomo, e la promessa di aumentare gli aiuti nei suoi confronti. Pugliese parla di “aumentare” e non semplicemente di aiuto, poichè così come afferma il Sindaco stesso, la sua città era già a conoscenza di questa sua situazione, senza sapere il suo orientamento sessuale, e da tempo si sta già occupando del caso senza però ottenere grandi risultati.

Così come racconta Pugliese, il Comune in passato gli ha proposto ricoveri in strutture che lui ha sempre rifiutato, così come gli è stato inviato per alcune ore durante la settimana un operatore sociosanitario. Il Sindaco ha voluto anche sottolineanre il loro tentativo di erogargli il Rei, il reddito di inclusione, senza però ricevere risposte positive poichè probabilmente Sergio risulta intestatario di quote di beni ricevute in eredità. 
Il sindaco, oltre a definire la situazione del 58enne disumana e indegna nel 2018, afferma anche che non sa quanto possa essere di aiuto per la situazione dell’uomo che l’Arcigay abbia alzato un polverone tale.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - All'età di 58 anni cacciato dalla famiglia perché gay, è qualcosa che non dovremmo neanche sentire. Sono davvero felice che il sindaco si fosse preoccupato dell'uomo ancora prima che si scatenasse il polverone, poiché è sempre facile aiutare qualcuno quando si è sotto i riflettori, ma se sei in grado di farlo in silenzio, allora c'è la sicurezza che lo farai anche per molti altri, senza aspettare che la notizia arrivi ai giornali.

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