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Saviano di nuovo in guai giudiziari: Sangiuliano lo querela per diffamazione

Lo scrittore di Gomorra comincia a fare collezione di denunce. Il direttore del Tg2 lo querela per un post su Facebook: "Non replico, ma parleranno le querele e gli atti giudiziari".

Cronaca
Pubblicato il 2 novembre 2018, alle ore 15:02

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Saviano di nuovo in guai giudiziari: Sangiuliano lo querela per diffamazione

Roberto Saviano continua a cacciarsi nei guai. Dopo essere stato eletto paladino dell’antimafia, adesso è diventato ricettacolo di ogni sorta querela. Ma si sa che cercare sempre di far parlare di sé può costare caro. Allo scrittore napoletano, evidentemente, non era bastata la denuncia di Salvini che lui lo aveva definito “ministro della malavita”: adesso sul carrozzone dei denuncianti è salito anche il direttore di Tg2, Gennaro Sangiuliano.

La querela è partita dopo che l’autore di Gomorra aveva postato su Facebook un messaggio di questo tenore: “Gennaro Sangiuliano direttore del Tg2, peggio non si poteva. Sangiuliano, caso esemplare. Noi campani lo ricordiamo bene Sangiuliano, galoppino di Mario Landolfi, Italo Bocchino, Nicola Cosentino, Amedeo Laboccetta. Noi campani sappiamo bene che tutto questo è ammissibile solo in un’ottica di spartizione, non certo di alleanza, né di applicazione del contratto di governo”.

In altre parole, Saviano accusa Sangiuliano di essere alleato con gente indagata per corruzione o, come nel caso di Nicola Cosentino, per camorra. E, più precisamente, con il clan dei Casalesi, l’organizzazione mafiosa che lo ha condannato a morte da quando lo scrittore ne ha scoperchiato le attività illecite.

Saviano di fatto taccia il giornalista del Tg2 di essere complice di un sistema clientelare dove non conta il merito, ma conta la raccomandazione di chi vuole spartirsi cariche e nomine. “Solo in una spartizione si può giungere a un tale livello di cinismo. E adesso Sangiuliano diventa addirittura direttore del Tg2, direttore in quota Lega“, chiosa lo scrittore.

E la risposta di Sangiuliano non si è fatta attendere: “Non replico, ma parleranno le querele e gli atti giudiziari“. Facendo intendere che, per il “l’eroe” dell’antimafia, sta per giungere un’altra grana giudiziaria. L’ennesima denuncia che non fa di Saviano un martire, ma lo eleva sul podio di chi forse, quando parla, dimostra di avere la lingua più lunga del cervello.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Resto perplesso davanti a questa insistenza di Saviano nello screditare le persone che poi lo trascinano in tribunale. Se questa è una tattica per restare sull'onda della notorietà e non finire nel dimenticatoio, con la minaccia camorristica sempre dietro l'angolo, allora credo che sia una tattica "suicida". Perché, come scrittore, rischia il fallimento sotto il peso delle denunce che subisce e dell'antipatia che solleva tra gli italiani, che sembrano non sopportare più i suoi interventi.

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