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Palermo

Salvatore Borsellino choc: "Scarcerazione Riina era nella Trattativa"

Il fratello del giudice Paolo Borsellino, Salvatore, critica pesantemente la recente decisione dei giudici della Corte di Cassazione, che aprono di fatto ad accordare benefici penitenziari al capo di Cosa Nostra, Totò Riina.

Cronaca
Pubblicato il 6 giugno 2017, alle ore 14:33

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Salvatore Borsellino choc: "Scarcerazione Riina era nella Trattativa"

Le reazioni alla sentenza choc della sezione penale della Corte di Cassazione, che apre alla possibilità di accordare benefici penitenziari al boss mafioso Totò Riina, arrivano praticamente da tutti i fronti, ma in particolar modo da Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, morto nella strage di via D’Amelio a Palermo. 

La sentenza, che sta sollevando una così grande polemica in queste ore (qui la posizione di Rita Dalla Chiesa), sottolinea il fatto che ad ogni uomo deve essere garantita la “dignità”, anche quando si è in punto di morte. Le condizioni di salute e l’avanzata età del boss hanno così determinato i giudici cassazionisti a rimandare al giudice del tribunale di Sorveglianza di Bologna una revisione della precedente decisione, con la quale si negavano benefici penitenziari al boss mafioso, ancora considerato dall’Antimafia il capo di Cosa Nostra, su cui pendono centinaia di omicidi tra cui sedici eccellenti. 

Tra questi omicidi eccellenti, si annoverano anche quelli dei giudici Borsellino e Falcone, di cui il 23 maggio scorso si è celebrato il 25° anniversario della morte nella strage di Capaci. Salvatore Borsellino, fratello del giudice morto il 19 luglio del 1992 in via D’Amelio a Palermo, intervistato dal Corriere della Sera, chiosa dicendo che Riina sapeva, in caso di arresto, che non sarebbe morto in carcere. 

Per Salvatore Borsellino, insomma, il patto di una scarcerazione prima della sua morte era nella famosa trattativa Stato-Mafia. Lo Stato – dice Borsellino – con la decisione dei giudici cassazionisti si appresterebbe a pagare una cambiale sottoscritta 25 anni fa.

Poi, l’annuncio di volere annullare le commorazioni previste per il 19 luglio prossimo. Dopo una decisione del genere – dice Salvatore Borsellino – “cosa c’è da commemorare?“.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Siamo tutti con Salvatore Borsellino che, coraggiosamente, annulla la commemorazione del 19 luglio prevista per il 25esimo anniversario della strage di via D'Amelio. Cosa c'è che non funziona nella giustizia italiana? A che servono tutte le azioni messe in atto per commemorare la vita ed il sacrificio di tanti uomini morti per mano di quel boss mafioso, se poi lo fanno uscire di prigione? Che senso ha dare un ergastolo ed un 41-bis, se poi sanno che non lo sconteranno mai? Non trovo risposte, ma solo tante domande.

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