Iscriviti
Roma

Roma: riaperto il caso dell’uomo recatosi in ospedale per un dolore al testicolo e morto per colpa di una flebo

Nuove indagini per il caso di Daniele Battistelli, il 47enne morto nel 2016 dopo essersi recato in ospedale per un dolore al testicolo. All’uomo fu somministrata una flebo contenente dell’antinfiammatorio che ne comportò la morte nel giro di 10 minuti.

Cronaca
Pubblicato il 1 marzo 2018, alle ore 17:22

Mi piace
15
0
Roma: riaperto il caso dell’uomo recatosi in ospedale per un dolore al testicolo e morto per colpa di una flebo

Quella del 47enne Daniele Battistelli è veramente una storia molto triste. Dopo essere giunto all’ospedale Policlinico Umberto I di Roma per via di un forte dolore al testicolo, i medici non hanno potuto far altro che somministrargli una flebo con dell’antinfiammatorio, nello specifico un farmaco al cui interno è contenuto anche l’Augmentin, un comune antibiotico. Secondo le loro ricostruzioni, la causa del dolore era addebitabile ad una infezione in atto.

Ma, dieci minuti dopo, lo sfortunato paziente era già deceduto. I dottori hanno cercato in tutti i modi di rianimarlo, ma per lui non c’è stato proprio nulla da fare. Stando alle ricostruzioni dei presenti, è stato sufficiente inserire la flebo per aggravare le condizioni dell’uomo che ha così iniziato a lamentarsi, sostenendo che in bocca percepisse un sapore di metallo.

Successivamente, dopo essere stato solo in grado di gridare di sentirsi male, è crollato a terra lasciando di stucco sia lo staff medico che i testimoni presenti. Da lì a poco si è appreso che la causa della morte era dovuta ad un forte shock anafilattico, in altre parole un’abnorme reazione allergica al farmaco somministrato.

I fatti qui narrati risalgono al 30 giugno 2016, data in cui scattarono immediatamente le indagini per omicidio colposo. Il pubblico ministero chiese però l’archiviazione del caso, sostenendo che i sanitari applicarono alla lettera il protocollo di emergenza previsto per i casi di choc anafilattico.

Ma il gip ha ora respinto la richiesta di archiviazione del pm su richiesta dei famigliari. Stando alle conclusioni dei loro legali, i medici non avrebbero eseguito la manovra di Trendelenburg, una particolare procedura da attuare nei casi simili a quelli in cui è rimasto vittima Daniele Battistelli. Sul punto sono ora necessarie delle ulteriori indagini volte a determinare le eventuali responsabilità dello staff sanitario. Nel frattempo, amici e parenti chiedono che sia fatto il possibile per arrivare a condannare i colpevoli.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Davvero triste il caso del 47enne Daniele Battistelli che per via di uno shock anafilattico è morto lasciando senza padre un bambino di 3 anni. Ritengo comunque corretta la riapertura del caso, in quanto bisogna appurare le responsabilità, specie se i legali dimostreranno la negligenza o l’imperizia dello staff medico che non ha eseguito la manovra di Trendelenburg.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!