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Roma, professore aggredito dai genitori di alunno bocciato. La madre su Facebook: "Questa è l’Italia?"

Il professore, Umberto Gelvi è stato aggredito dai genitori di un alunno bocciato ed ha riportato un trauma cranico e segni da tentato soffocamento. Adesso annuncia che sporgerà denuncia con l'appoggio dell'istituto.

Cronaca
Pubblicato il 15 giugno 2018, alle ore 11:54

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Roma, professore aggredito dai genitori di alunno bocciato. La madre su Facebook: "Questa è l’Italia?"

Il professore dell’Istituto tecnico Di Vittorio-Lattanzio nella zona della Prenestina, alla periferia di Roma è stato aggredito da una coppia di genitori di un alunno in quanto non d’accordo con la bocciatura. Al docente 23enne è stato riscontrato: trauma cranico e segni di tentato soffocamento. Su Facebook Monika Wilmer, madre del docente Umberto Gelvi ha postato le foto del figlio al pronto soccorso e scrive: “Questa è l’Italia?”.

Uno sfogo di una madre quello di Monika Wilmer su Facebook che denuncia l’ennesimo caso di aggressione nei confronti di un docente. Il post è accompagnato dalle immagini del figlio al pronto soccorso quando invece avrebbe dovuto svolgere una normale giornata lavorativa. Nello sfogo si legge: “La colpa del docente è stata quella di essere presente nel momento in cui veniva comunicato ai genitori la non promozione del figlio”.

La coppia colpevole dell’aggressione, di origine albanese, sosteneva che il figlio 15enne bocciato avesse in realtà ottimi voti a scuola, e che quindi la bocciatura era discriminatoria soltanto perché straniero. Claudio Dorè, preside dell’Istituto ha smentito questa versione al Corriere della Sera dichiarando che i genitori erano stati più volte informati dell’andamento scolastico insoddisfacente del ragazzo.Il post preoccupato di Monika si conclude con una domanda: “Chi tutelerà i docenti che sono i formatori della società di domani?”.

Il docente Gelvi inoltre non ha comunicato la bocciatura dello studente, ma aveva accompagnato una collega al colloquio con i genitori, in quanto aveva già ricevuto minacce da essi. Il 15enne non aveva la media voti necessaria alla promozione e i professori dovevano spiegarlo alla coppia. Ma, ricevuta la notizia, è partita l’aggressione prima verbale della madre e poi del padre che ha spintonato un collaboratore scolastico. A quel punto è intervenuto il preside per fermarli, ma l’uomo avrebbe sferrato un pugno verso il preside e Gelvi si sarebbe intromesso per parare il colpo. I due genitori hanno quindi successivamente sfogato tutta la rabbia sul docente, provocandogli così ferite da tentato soffocamento e un trama cranico al rachide cervicale.

Il racconto del docente

Umberto Gelvi ha poi raccontato l’assurdo episodio al Messaggero: “Ero terrorizzato. Se avesse avuto un’arma cosa sarebbe potuto succedere?”, e poi ancora sotto shock ricostruisce l’accaduto: “L’aggressore, fisicamente imponente, ha cominciato a prendermi a calci e pugni, mi ha stretto le mani al collo. Non sono riuscito a fare nulla, è stato tutto velocissimo”.
Per salvare il docente oltre ai colleghi è stato necessario l’aiuto della polizia, anche se a quanto pare nemmeno di fronte agli agenti i due genitori si sono placati continuando con gli insulti.

Al momento né i genitori, né il ragazzo si sono scusati per l’episodio. Nel frattempo, Gelvi ha deciso di sporgere denuncia con il totale appoggio dell’Istituto. “Non ho paura di tornare a scuola per insegnare, ma temo altri incontri con i genitori. Continuo a pensare che sarebbe bastato poco perché finisse in tragedia”, ha concluso il docente.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Negli ultimi anni sentiamo parlare spesso di aggressioni verbali e fisiche nei confronti dei docenti. La gravità è che tali aggressioni non avvengono soltanto da alunni, ma anche dai genitori, e cioè da chi dovrebbe fornire il giusto esempio di crescita ai propri figli. Servono dei giusti provvedimenti per queste situazioni.

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