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Roma

Roma: le monete della Fontana di Trevi andranno al Comune e non più alla Caritas

Dal primo Aprile cambierà la destinazione delle monete lanciate nella Fontana di Trevi. Infatti i soldi del turisti non saranno più destinati alla Caritas ma al Comune, che probabilmente li destinerà a progetti di assistenza e solidarietà.

Cronaca
Pubblicato il 28 marzo 2018, alle ore 14:06

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Roma: le monete della Fontana di Trevi andranno al Comune e non più alla Caritas

La raccolta delle monete della Fontana di Trevi, che fruttano circa un milione di euro l’anno, sosteneva da anni le opere della Caritas. Ma dal primo Aprile, a quanto pare, tutto potrebbe cambiare. Sembra che le monetine finiranno nelle casse del Comune di Roma, che intende finanziare “progetti di assistenza e solidarietà”.

A Roma i turisti e non solo applicano un rituale: espiremere un desiderio. Tale desiderio avviene gettando con gli occhi chiusi e la schiena rivolta verso la Fontana di Trevi, una monetina. Questo desiderio-rituale genera una raccolta di spiccioli che serve da anni a sostenere opere di Misericordia della Caritas. Quest’ultima utilizza tali fondi per aiutare i senzatetto e le famiglie in difficoltà. Una cifra che da Aprile potrebbe invece essere destinata alle casse del Comune di Roma.

Pare che, secondo quanto scritto dal Corriere della Sera, lo scorso ottobre, il vicesindaco Luca Bergamo e l’assessore alla Comunità Solidale e Scuola, abbiano firmato affinchè i soldi dei turisti siano indirizzati al Comune per finanziare i “progetti di assistenza e solidarietà“. Una vera e propria rivoluzione, che per ora la Caritas ha deciso di non commentare, fino a quando non arriveranno comunicazioni ufficiali. Forse potrebbe crearsi un accordo tra la stessa Caritas e il Campidoglio, affinchè almeno la metà dei proventi della famosa fontana venga destinata all’ente di volontariato.

Papa Francesco sulla Caritas: “La carezza della Chiesa sul popolo”

Papa Bergoglio nei suoi anni di pontificato ha definito la Caritas “la carezza della Chiesa al suo popolo”. Infatti, l’ente diocesano a Roma gestisce una vera e propria rete di assistenza, senza cui non se ne potrebbe fare a meno. La Caritas gestisce mense per i poveri, assistenza sanitaria e domiciliare, ostelli per i senzatetto, centri di ascolto e formazione professionale, e molto altro.

Da circa dieci anni, la Caritas ha avviato “L’emporio della solidarietà“, ossia un supermercato gratuito per famiglie bisognose; qui queste famiglie possono fare la spesa e rifornirsi senza pagare. A Roma, il successo di tale iniziativa ha fatto in modo che venissero creati altri empori in tutta Italia, al momento ve ne sono 55. Queste iniziative a Roma sono state possibili anche grazie alle monete raccolte dalla Fontana di Trevi.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Togliere circa un milione di euro all'anno ad un ente di beneficenza vuol dire togliere davvero tanto alle persone bisognose. Altrettanto buona è comunque l'idea di destinare tali fondi per progetti di assistenza e solidarietà. Forse l'unica alternativa per il Comune e la Caritas sarebbe quella di dividere i proventi della Fontana, e applicarli entrambi per opere destinate alla popolazione.

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