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Roberto Cavazzana, il confessore di Belen, coinvolto in orge organizzate in canonica, torna a dire messa

Roberto Cavazzana, ex parroco di Carbonara di Rovolon, è stato frettolosamente perdonato e riabilitato: i fedeli hanno richiesto a gran voce il suo reintegro.

Cronaca
Pubblicato il 18 gennaio 2019, alle ore 14:06

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Roberto Cavazzana, il confessore di Belen, coinvolto in orge organizzate in canonica, torna a dire messa

Il prete padovano Roberto Cavazzana, ex parroco di Carbonara di Rovolon, ai piedi dei colli Euganei, noto per essere stato il confessore di Belen Rodriguez e per essere stato coinvolto in orge organizzate in canonica da un altro sacerdote, don Andrea Contin, è stato riabilitato.

Durante il processo emerse che Don Cavazza aveva 13 amanti, tutte sue devote parrocchiane: la concubina quarantanovenne di don Contin aveva fatto il suo nome, e il parroco di San Lazzaro l’aveva ceduta al collega di Carbonara per un rapporto sessuale. La faccenda non costituisce reato ed il prete è stato scagionato: Don Andrea Contin, invece, è stato ridotto allo stato laicale, ha patteggiato un anno per lesioni aggravate e minacce a una delle sue amanti, in taluni casi divenute schiave sessuali.

L’indagine esplose nel 2016, dopo la denuncia di una donna. Contin, nel corso dell’indagine, è stato ritratto come un uomo violentissimo, con una vita sessuale vivace: il sacerdote aveva una ventina di amanti, tutte parrocchiane e, nella sua stanza, al secondo piano della canonica, organizzava periodicamente orge con trans e uomini di colore. Don Contin amava filmare le prestazioni e le catalogava utilizzando anche i nomi dei Papi.

 Don Cavazza officia nuovamente messa

Lunedì pomeriggio, don Cavazzana è tornato in azione, ha officiato il matrimonio di due anziani nella loro abitazione. In parrocchia, da tempo, hanno perdonato ed eclissato le accuse mosse contro il prete libertino. I fedeli di Carbonara hanno scritto alla diocesi di Padova e hanno raccolto in poche ore un centinaio di firme in favore del parroco: “Lo abbiamo perdonato e lo rivogliamo con noi” , hanno sentenziato.

I giovani parrocchiani si sono uniti in preghiera per il caro Don Roberto: “Siamo tutti sconvolti, il solo pensiero che potrebbe non tornare più a occuparsi della nostra comunità ci rattrista perché è un prete speciale che in pochi anni aveva risollevato le sorti della parrocchia. Avvicinando alla chiesa molti giovani”. I paesani lo avevano immediatamente difeso a spada tratta, osservando che la sua confessione poteva bastare a riabilitarlo, visto che non si stava trattando di pedofilia o di rapporti gay. 

Don Roberto, avvenente ed elegante, ha seguito alcuni giocatori del Padova in qualità di padre spirituale, e si era rifiutato di sposare Belen Rodriguez perché riteneva il suo matrimonio con Stefano De Martino eccessivamente glamour. 

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Davanti ad una vicenda del genere vien da chiedersi come mai nell'ambito cattolico vi siano due pesi e due misure: il prete libertino coinvolto in orge in canonica viene immediatamente perdonato e riabilitato, mentre nella morale cattolica vige ancora il concetto che i rapporti prematrimoniali devono essere categoricamente esclusi. Ai preti cattolici non si chiede il voto di castità, ma la promessa di restare celibi: probabilmente, la virtù della castità non è richiesta a tutti i preti.

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Commenti
Marilena Carraro
Marilena Carraro

21 gennaio 2019 - 14:02:05

C'è chi si pente e chi no, chi accoglie la misericordia in un cammino di conversione e chi preferisce continuare per la propria strada... e comunque non sta a noi giudicare

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

18 gennaio 2019 - 14:08:33

Difeso a "spada tratta", "risollevato" le sorti: visto il personaggio...espressioni molto azzeccate.

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