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Reggio Calabria: moglie uccide marito nel sonno, dopo anni di soprusi

Maria Barca, è il nome della donna che l'altra notte ha ucciso suo marito nel sonno dopo quello che è accaduto al figlio nel 2008 e dopo anni di soprusi subiti. Il marito è il suocero del boss della 'ndragheta Carmine Alvaro.

Cronaca
Pubblicato il 28 febbraio 2018, alle ore 19:41

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Reggio Calabria: moglie uccide marito nel sonno, dopo anni di soprusi

Nuovo fatto di cronaca che arriva direttamente dal mondo della malavita italiana, precisamente da Reggio Calabria, dove una donna questa mattina è stata arrestata dai Carabinieri per aver ucciso il marito nel sonno. Stiamo parlando di Maria Braca di 63 anni che avrebbe ucciso il marito a colpi di roncola durante il sonno.

La donna ha aspettato che il marito, Rocco Cutrì di 70 anni, si addormentasse per poi agire nel cuore della notte. L’uomo, a quanto pare, potrebbe essere il suocero del boss della ‘ndrangheta Carmine Alvaro. Dalle prime indagini è emerso che la coppia aveva trascorso l’intera giornata nella loro abitazione a Castellace di Oppido Mamertina.

Tra i due coniugi i rapporti erano tesi da molto tempo, precisamente si erano rovinati, subito dopo la morte del loro figlio, Domenico, genero del boss della ‘ndrangheta Alvaro, ucciso nel 2008 a Sinopoli. La causa dell’omicidio sarebbe molto banale, infatti riguarda un parcheggio rubato, ma all’inizio le indagini delle forze dell’ordine erano partite seguendo la pista di una vendetta malavitosa.

Questa notte, invece è avvenuto il delitto, infatti, la donna avrebbe aspettato che il marito si coricasse a letto, si addormentasse per poi colpirlo con il falcetto alla testa. L’uomo, ovviamente, è morto prima dell’arrivo dei sanitari avvisati dall’altro figlio della coppia, presente in casa al momento del delitto. I Carabinieri hanno ritrovato l’arma del delitto poco distante dall’abitazione della famiglia.

Il signor Cutrì, era un personaggio noto ai Carabinieri dellla zona, visto che era il suocero di Carmine Alvaro di 65 anni, uno dei boss della ‘ndragheta che agiva nella zona di Reggio Calabria. Dalle prime indagini messe in atto dai Carabinieri di Reggio Calabria, è emerso che la donna, potrebbe aver deciso di uccidere il marito nel sonno per rivendicare la morte del figlio e per i continui suprusi subiti in tutti questi anni.

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Cosa ne pensa l’autore
Thaira Momesso

Thaira Momesso - Uccidere una persona non è mai la soluzione più efficace per liberarsi da certe situazioni violente, sarebbe meglio denunciare alle forze dell'ordine quello che si subisce. Credo che vivere all'interno del mondo mafioso, non sia semplice e alle volte bisogna stare alle regole, obbedire senza mai discutere ai capi del clan.

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