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Ravenna, scippa e uccide anziana: 25enne assolto

Nel settembre scorso aveva scippato una 78enne per strada, facendola cadere e battere con la testa. Indagato poi per omicidio preterintenzionale a causa della morte dell'anziana, il 25enne è stato ufficialmente assolto.

Cronaca
Pubblicato il 26 ottobre 2018, alle ore 10:27

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Ravenna, scippa e uccide anziana: 25enne assolto

Era il 2017 quando è avvenuta la tragica morte di un’anziana di 78 anni di Lugo, in provincia di Ravenna. Scippata da un 25enne tunisino mentre camminava per strada, è caduta violentemente a terra sbattendo la testa. Qualche giorno dopo la 78enne è morta, e all’accusa di scippo e aggressione si è aggiunta anche quella di omicidio preterintenzionale. Il ragazzo, che si è sempre detto innocente, in questi giorni è stato ufficialmente assolto.

Un giallo che sembra non vedrà mai la risposta e la giustizia chiesta dalla famiglia della defunta. Molti i testimoni che hanno dichiarato l’innocenza del 25enne, mentre dall’altro lato era presente solo la badante dell’anziana che ha riconosciuto il volto del suo aggressore. Qualcosa però non ha convinto il giudice durante il processo.

La ricostruzione dei fatti

Nel settembre 2017, Alma Matulli di 78 anni, stava passeggiando vicino casa con la sua badante. All’improvviso si è avvicinato un ragazzo che ha afferrato la catenina d’oro che l’anziana portava al collo, strappandogliela e spingendo a terra la signora. Qui la vittima ha sbattuto la terra sull’asfalto, e nonostante l’arrivo rapido del 118, dopo 4 mesi di agonia, Alma è morta presso l’Ospedale della zona.

La badante della signora è l’unica testimone, ed è stata proprio lei a riconoscere il volto dell’aggressore in Harmin Yaakubi, un 25enne di origini tunisine. Il ragazzo è stato subito arrestato per scippo e aggressione, per poi aggiungersi anche l’accusa di omicidio preterintenzionale a causa della morte della 78enne. 

Il processo

Yaakubi si è fin da subito dichiarato innocente, affermando di non trovarsi nel luogo in quel momento, e così continua a proclamare anche il suo avvocato, che è riuscito a portare al giudice delle prove schiaccianti. L’avvocato del 25enne infatti, è riuscito a rendere la testimonianza della badante poco attendibile poichè “contaminata”, usando le esatte parole dette dal giudice. Ha inoltre portato davanti alla Corte dei testimoni che affermano di aver visto Yaakubi in un bar situato a 3 km dal luogo dello scippo. Erano le 16:30 quando hanno visto il ragazzo, un orario che lo renderebbe quindi innocente poichè non si sarebbe potuto recare in così breve tempo nel luogo incriminato.

Yaakubi è stato ufficialmente assolto nella giornata di ieri, ma l’avvocato della famiglia annuncia già il ricorso alla Corte d’Appello.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - In questi casi speri sempre che non ci siano avvocati che decidano di mentire o inventarsi prove pur di vincere un processo, e che quindi le testimonianze portate che hanno reso l'impuntato innocente, siano vere tanto quanto la sua innocenza. Rimane però la testimonianza della badante che ha visto il faccia il ragazzo. Difficile dire chi stia mentendo.

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