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Ravenna: dal Dna alla paternità oltre 50 anni dopo

La donna, ora 56enne operaia di Ravenna, chiede 4 milioni al padre naturale, un imprenditore che non riconoscendola l'ha costretta ad un basso tenore di vita.

Cronaca
Pubblicato il 26 febbraio 2018, alle ore 10:24

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Ravenna: dal Dna alla paternità oltre 50 anni dopo

Con l’accertamento del Dna effettuato dopo più di cinquant’anni è arrivata una richiesta di risarcimento danni di 4 milioni al padre naturale che non hai mai riconosciuta la donna come figlia. Ad impugnare la causa civile è un’operaia della provincia di Ravenna, l’accusato è un imprenditore, a conti fatti con più di settant’anni sulle spalle, la richiesta è di 4 milioni per danni patrimoniali e non patrimoniali che hanno causato alla figlia un basso tenore.

Il tribunale di Ravenna non ha ancora deciso se accogliere o meno le richieste della donna, ma il suo Dna, con una probabilità che si avvicina al 100%, coincide con quello del presunto padre, così ha stabilito con certezza giuridica e scientifica lo stesso tribunale.

Quando la piccola aveva chiesto alla madre chi fosse il padre aveva sei anni, solo a 16 ha cominciato a cercarlo. La donna, che oggi ha 56 anni, dopo aver riflettuto, ha deciso di avviare l’iter per essere confermata su quanto la madre le aveva detto, e quindi di chiedere i danni vista la disparità di condizioni dei due negli anni dell’infanzia della piccola: lei nell’indigenza, il padre naturale nell’agio. Padre e madre della donna si frequentavano sin da giovanissimi, lei aveva 16 anni e rimase presto incinta, poi diventata maggiorenne – secondo quanto scritto nella citazione – lui l’ha lasciata con la bambina, senza riconoscerne la paternità.

Altro caso di genetica giudiziaria arrivato dalla Corte di Appello di Bologna riguarda sempre una paternità, ma questa volta le analisi confermerebbero che l’uomo in causa, che ha firmato il ricorso, davvero non è il padre naturale di due gemelli.

Separato di fatto dalla moglie, l’uomo della provincia di Modena, ha deciso di ricorrere al test del Dna per essere certo della sua paternità. Già ad aprile 2016 il test ha fatto luce su ogni cosa, ma pur riconoscendo che l’uomo non è il padre dei figli, i giudici della prima sezione civile della Corte d’Appello hanno ritenuto opportuno respingere il ricorso perchè priverebbe i minori della sua figura tenuta, insieme alla madre, al loro mantenimento. In questo caso è prevalsa la tutela dei minori.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Il tenore di vita è sicuramente un aspetto importante nella vita, ma non è l'unico. La mancanza di una figura genitoriale, la mancanza del padre secondo me non è insignificante. Se un padre viene a mancare a causa di una malattia o di un incidente stradale, l'affetto mancato, verrebbe "giustificato" e comunque "mantenuto come vivo" nel segreto del cuore. Nel caso invece di un "non riconoscimento"... viene chiusa una porta importante per la vita.

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