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Ragusa, cannabis tra pomodorini e fave, la scoperta di un drone

Dall'odore della marijuana al sequestro di sei tonnellate della pericolosa pianta a Vittoria, in provincia di Ragusa. Il coltivatore è stato arrestato.

Cronaca
Pubblicato il 3 maggio 2018, alle ore 11:37

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Ragusa, cannabis tra pomodorini e fave, la scoperta di un drone

Quindicimila piante di cannabis, protette in una serra nascosta tra coltivazioni di pomodorini, produzione tipica di Vittoria (Ragusa), è stata “fotografata” dalla polizia con l’ausilio di un drone. La squadra mobile di Ragusa, in collaborazione con il commissariato di Vittoria, ha sequestrato 6mila chilogrammi di droga e arrestato il responsabile della coltivazione.

L’area, di circa 3.500 metri quadrati, conteneva piante di cannabis sativa di dimensioni diverse, ora estirpate con una ruspa e trasportate in questura a Ragusa, presto verranno distrutte. Prima però saranno portate a termine alcune analisi sulla droga per stimarne la qualità e il principio attivo in modo da poter definire il valore commerciale della piantagione.

La Procura di Ragusa sta coordinando le indagini, avviate quando, qualcuno, avvertendo un odore forte di marijana, ha avvisato la polizia. Il mezzo più semplice, per gli investigatori, di controllare la zona senza destare sospetto è stato quello di farla sorvolare da un drone. Così si è scoperto che il coltivatore aveva protetto la tanto preziosa quanto dannosa piantagione con file di pomodorini doc ragusani, lungo tutto il perimetro e fave che con la loro altezza dovevano “nascondere” le piante più interne.

Individuata l’area, le forze dell’ordine si sono appostate tenendola sotto controllo. Prima di sequestrare la piantagione i poliziotti hanno atteso l’arrivo dell’appassionato coltivatore. L’uomo, un 53enne di origini italiane, è stato arrestato proprio mentre irrigava la piantagione. Preso con “le mani nel sacco“, l’uomo ha ammesso l’evidenza dei fatti, ma non ha fornito dettagli sugli eventuali complici.

Antonino Ciavola, il vice questore aggiunto, capo della squadra mobile di Ragusa ha affermato che è loro “obiettivo preservare la salute dei più giovani ed assicurare alla giustizia i criminali“, per questo motivo “la lotta al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti continua su ogni fronte è fondamentale colpire ogni anello della catena” – si legge in “palermo.repubblica.it” -, riferendosi allo spacciatore, alle organizzazioni criminali, al corriere e al coltivatore diretto di marijuana come in questo caso.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Un bell'esempio di uso sensato di un drone! In un tempo in cui si parla in continuazione di privacy, sarebbe interessante conoscere come è gestito lo stesso argomento per quanto riguarda tutte le immagini e i video che vengono catturati da droni amatoriali, tablet e smartphone... tutti per uso personale. A me, anche se senza tag, senza nome, senza riferimenti non piace l'idea di stare sulla raccolta fotografica di chi non conosco!

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