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Poliziotti sempre più nel mirino degli immigrati tra calci, pugni e pestaggi

Stazioni ferroviarie in balia di stranieri violenti: nelle ultime ore aggressioni a Potenza, Milano, Treviglio e Pavia. Sotto attacco le forze dell'ordine. Sbloccati i fondi per l'assunzione di altri ottomila poliziotti

Cronaca
Pubblicato il 14 agosto 2018, alle ore 11:31

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Poliziotti sempre più nel mirino degli immigrati tra calci, pugni e pestaggi

La violenza degli immigrati è ormai all’ordine del giorno. E non parliamo solo di violenza a danno dei cittadini, ma di una violenza che si rivolge sempre più spesso contro gli agenti di polizia. Basta poco per scatenare la furia di questi soggetti: un semplice controllo dei documenti o la richiesta di un biglietto da viaggio. E giù calci, pugni, pestaggi.

Una delle vicende più gravi avenne a Pavia: una donna, agente di polizia amministrativa, per il solo fatto di aver chiesto il biglietto a un ghanese clandestino in un autobus, si beccò una testata in pieno volto che le provocò un’emorragia cerebrale. Oggi vive su una sedia a rotelle e deve imbottirsi di farmaci per combattere le frequenti emicranie.

Per giorni la Sinistra ha provato a farci credere che in Italia ci fosse un’emergenza razzismo: le cronache, invece, dicono che esiste un’emergenza straniera che punta diritto contro le forze dell’ordine. Il bilancio è da bollettino da guerra. Solo negli ultimi mesi sono stati decine gli episodi di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale.

I reati commessi ogni giorno in Italia dagli extracomunitari sono circa settecento, quasi un terzo del totale. Gli immigrati sono meno degli italiani ma delinquono di più. La presenza delle forze dell’ordine non rassicura, perché questi individui ingaggiano vere e proprie battaglie contro i tutori dell’ordine, sicuri di incappare poi in una giustizia debole e indulgente.

A Potenza, per esempio, un nigeriano ha mandato in ospedale due agenti della Polfer che lo avevano pizzicato senza il biglietto del treno. Dagli accertamenti si è scoperto che l’immigrato era stato scarcerato la scorsa settimana dopo essersi fatto un periodo dietro le sbarre proprio per aver preso a pugni un altro agente durante un controllo a Cosenza.

Tutta la nazione vive queste continue aggressioni extracomunitarie. Ma è la Lombardia a detenere il primato della violenza di importazione. Alla stazione di Treviglio un 20enne senegalese si è accanito contro due poliziotti che, a bordo del treno, gli avevano chiesto i documenti. L’immigrato ha risposto con calci e pugni.

Altri due agenti sono stati assaliti alla stazione di Pavia da un ghanese che li ha presi a calci. E gli esempi potrebbero continuare all’infinito, nel silenzio di una Sinistra che, in nome di una cieca accoglienza, ha trasformato l’Italia in una giungla d’asfalto, con aggressioni contro le forze dell’ordine che stanno assumendo proporzioni preoccupanti.

E proprio per dare un freno a questa ondata di violenza, che il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ha firmato un provvedimento che di fatto sblocca ottomila nuove assunzioni nelle forze dell’ordine. Un modo che speriamo sia efficace per arginare un fenomeno che potrebbe anche sfuggire di mano.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Il problema non è solo il numero delle Forse dell'Ordine, il problema è che i migranti violenti non rispettano le forze dell'ordine perché sanno una volta messi in galera ci sarà sempre qualche magistrato che li libererà in nome del garantismo invece di espellerli dall'Italia. In pratica ormai si sentono immuni da ogni arresto. Se si vuole risolvere questo problema si deve prima risolvere il problema della magistratura italiana.

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