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Pescara, giallo sul giovane ucciso: si attendono esito autoptico e tabulati telefonici

Un vero rompicapo per la scientifica l'uccisione del giovane Alessandro Neri. I Ris stanno eseguendo accertamenti sulla sua auto ritrovata in centro, e un esperto di balistica ha assistito all'autopsia. Sotto controllo anche il traffico telefonico del 29enne.

Cronaca
Pubblicato il 11 marzo 2018, alle ore 01:03

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Pescara, giallo sul giovane ucciso: si attendono esito autoptico e tabulati telefonici

Tutte le ipotesi sono al vaglio per trovare una ragione sull’omicidio del giovane Alessandro Neri. Il corpo del 29enne di Spoltore è stato ritrovato senza vita dopo che la famiglia aveva denunciato la sua scomparsa, avvenuta lo scorso lunedì.

Le modalità del ritrovamento del corpo di Alessandro hanno fatto pensare subito ad una esecuzione: il corpo del giovane è stato trovato sulla riva di un torrente alla periferia sud di Pescara, nella zona del fosso Vallelunga, con le gambe in acqua, il busto poggiato sugli arbusti, e in testa il cappuccio di una felpa.

Il giovane è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco al torace, mentre la sua auto è stata ritrovata prima del suo ritrovamento, mercoledì mattina, nel centro di Pescara. Non si capisce però se sia stato il giovane a parcheggiarla lì, o qualcuno al posto suo.

I Ris si sono concentrati sul veicolo nella speranza di trovare qualche traccia che faccia luce sulla vicenda ma, nel frattempo, è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Alessandro Neri, ad opera del medico legale Cristian D’Ovidio, dietro ordinanza della procura di Pescara.

All’autopsia ha assistito anche un ufficiale del Ris esperto di balistica, che dovrebbe individuare da quale distanza è stato esploso l’unico colpo che avrebbe causato la morte del 29enne. Al momento, l’ipotesi più accreditata al momento è che Alessandro sia stato portato già morto sulla sponda del torrente, e poi sistemato nel modo in cui è stato ritrovato.

Sono in corso anche le indagini sul traffico telefonico del ragazzo, per capire con chi fosse stato in contatto nei momenti prima della morte.  È stato proprio grazie al cellulare che gli investigatori hanno trovato il corpo di Alessandro e, fino a lunedì sera, il giorno della scomparsa, è rimasto acceso, poi si è spento.

Figlio di noti imprenditori vinicoli, Alessandro lavorava nell’azienda insieme ai tre fratelli. La sua famiglia è stata sentita più volte, e la mamma continua a ripetere che il figlio era un bravo ragazzo, ma anche il padre e tutti, amici e parenti, lo dicono.

La sua morte è però un vero rompicapo e gli investigatori non riescono a risalire al movente e agli assassini, ma lasciano aperte tutte le porte a qualsiasi ipotesi, anche a quella dell’omicidio improvvisato.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Ricupati

Daniela Ricupati - Un vero mistero la morte di questo ragazzo: come si può uscire di casa senza farvi più ritorno? Secondo me, è qualcosa che ha a che fare con la vendetta di qualche spudorato che non ha esitato ad ucciderlo. Magari la vendetta riguarda la famiglia, e il giovane è stato il mezzo per farla soffrire. Speriamo che trovino i colpevoli.

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