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Roma

Papa Francesco: la tomba vuota ci interroga e ci sfida

Nell'omelia della notte di Pasqua, Papa Francesco parla dei discepoli scoraggiati di fronte alle ingiustizie subite da Gesù. Le ingiustizie odierne rischiano di diventare routine, ma Gesù invita i discepoli di oggi ad andare altrove per incontrarlo.

Cronaca
Pubblicato il 1 aprile 2018, alle ore 13:01

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Papa Francesco: la tomba vuota ci interroga e ci sfida

Nel silenzio della notte irrompe l’annuncio più grande della storia: “Cristo è risorto”. Nella Basilica di San Pietro, come in tutte le chiese della terra, ieri sera è stata celebrata la Veglia pasquale durante la quale sono stati benedetti il fuoco e l’acqua. Papa Francesco, nella Basilica di San Pietro, durante l’omelia, ha ricordato che ciascun fedele può intravvedere – nel discepolo che rimane senza parole di fronte alla croce – se stesso. 

Visto Gesù calunniato e messo in croce per falsa testimonianza, i suoi discepoli “Lo hanno rinnegato, si sono nascosti, sono fuggiti, sono stati zitti”: con queste parole Papa Francesco ha introdotto il silenzio paralizzante che può prendere il discepolo di oggi quando si trova di fronte a situazioni di dolore, di ingiustizia, e non sa che cosa fare.

Il discepolo d’oggi rischia di essere frastornato dalla routine che, oltre a privarlo della memoria, mette a tacere la speranza che è in lui, abituandolo all’idea ‘si è fatto sempre così‘, fino a ritenere conveniente l’espressione di Caifa: “Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!”.

Il silenzio è rotto dalle pietre: “la pietra del sepolcro gridò e col suo grido annunciò a tutti una nuova via”, ha detto Papa Francesco. Siamo così chiamati a contemplare la tomba di Gesù, vuota, e ad accogliere le parole dell’angelo: “Non abbiate paura”, perché – ha sottolineato con forza il Papa – “E’ risorto”. La tomba vuota diventa una sfida, ci mette in movimento ma, ancor di più, ha detto nell’omelia il Santo Padre “vuole incoraggiarci a credere e ad aver fiducia che Dio ‘avviene’ in qualsiasi situazione, in qualsiasi persona“, Egli irrompe nella nostra vita mettendo in discussione i nostri piccoli orizzonti.

Gesù non è qui, è risorto dalla morte. Questo annuncio ci porta a cercarlo altrove, là dove Egli ci rende “partecipi della sua opera di salvezza”, ossia nei gesti di carità concreta e nella volontà di dar vita a cammini di dignità. Diventa necessario allora rinnovarci nella fede, credendo che Egli ci aspetti altrove, nel luogo del primo incontro con Lui e, come ai discepoli, ci ripeterà: “Non avere paura, seguimi”.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Parole che partono da lontano, dall'esperienza umana della paura, dello sbigottimento, e del silenzio di fronte al dolore e alla morte spesso più facile da accettare rispetto alla calunnia, all'ingiustizia...ed è qui che il Papa ci conduce, per non stare zitti, per non pensare che "non tocca a me", ma a credere che quanto accade al "fratello", accade anche a me...per generare cammini di dignità. Grazie, Papa Francesco.

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