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Roma

Papa Francesco all’Udienza Generale: "La Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana"

Nell'ultima delle catechesi sulla Messa, Papa Francesco ha ricordato che la Messa finisce in chiesa e continua nella vita. Grazie all'Eucarestia il fedele trova la forza per essere una persona nuova, secondo Cristo.

Cronaca
Pubblicato il 5 aprile 2018, alle ore 11:56

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Papa Francesco all’Udienza Generale: "La Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana"

All’udienza generale di mercoledì 4 aprile 2018, Papa Francesco, augurando buona Pasqua, ha ricordato il significato dei fiori: “dicono gioia, allegria“, per questo la Pasqua in alcuni luoghi è chiamata “Pasqua fiorita”, a dire che “fiorisce il Cristo risorto: è il fiore nuovo; fiorisce la nostra giustificazione; fiorisce la santità della Chiesa”.  Dopo uno scambio corale di “Buona Pasqua”, Papa Francesco ha invitato i fedeli riuniti in Piazza San Pietro a gridare l’augurio di Buona Pasqua “all’amato Papa Benedetto, che ci segue per televisione“. L’augurio è stato accompagnato da un forte applauso.

Papa Francesco ha ricordato che quella che stava per proporre sarebbe stata l’ultima catechesi del ciclo dedicato alla Messa e che in questa occasione parlerà dei riti conclusivi. Iniziata con il segno della croce – ha detto il Papa – la Messa viene sigillata nel nome della Trinità espresso nella benedizione del sacerdote.

Papa Francesco ha ricordato ciò che tante volte i sacerdoti ripetono ai fedeli: “la Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana“. La Messa non è un compito settimanale finito là, in chiesa, ma il “partecipare alla Passione e Risurrezione del Signore” porta il cristiano a vivere con impegno la sua testimonianza cristiana. Quando il sacerdote invita ad “andare in pace” invita a portare la benedizione di Dio nella vita: a casa, nel lavoro e in tutte le altre relazioni sociali. Con l’Eucaristia Cristo entra nella nostra vita, da Lui troviamo la forza per uscire dalla Messa, meglio di come siamo entrati.

Dall’Eucaristia impariamo – ha ricordato il Papa – “diventare uomini e donne eucaristici“. Questo porta a lasciare che sia Cristo ad agire nella nostra vita: i suoi pensieri diventano i nostri pensieri, i suoi sentimenti, le sue scelte diventano le nostre scelte. Agire in questo modo “è santità cristiana“. Aiuta a comprendere quanto detto l’espressione di san Paolo: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 2,19-20). Essere crocifissi con Cristo – ha sottolineato Papa Francesco – significa mortificare il nostro egoismo, ossia far morire ciò che è contrario “al Vangelo e all’amore di Gesù” lasciando che lo Spirito Santo con la sua forza allarghi l’anima ad ampi orizzonti, per la grazia del Corpo e del Sangue di Cristo ricevuti.

La Messa somiglia al chicco di grano – ha detto Papa Bergoglio confessando di forzare un po’ l’immagine – che cresce nella vita ordinaria e matura nelle opere buone, in quegli atteggiamenti che ci fanno “assomigliare a Gesù“. L’Eucaristia, ha detto ancora il Papa, tenendoci uniti a Cristo ci separa dal peccato e ci fa Chiesa.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Leggere e riflettere sulle parole del Papa fa bene. In particolare oggi mi è piaciuto quel grido ad allargare l'anima, a non farla soffocare, ma a darle ampi orizzonti... La parola "anima" per alcuni sa di "chiesa", di "religione", di "mistero" e per questo è lontana dal linguaggio abituale. Ma se la traduciamo con "cuore", allora diventa una parola comune ricca di significato: allarghiamo il cuore, non soffochiamolo, diamogli la possibilità di ampi orizzonti...

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