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Padova, un bambino fruga nel cassonetto e s’incastra

Angoscia poco distante dall’ecocentro di Candiana: un bambino di sette anni, straniero, è rimasto incastrato in un cassonetto di raccolta dei vestiti usati.

Cronaca
Pubblicato il 6 maggio 2018, alle ore 11:36

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Padova, un bambino fruga nel cassonetto e s’incastra

Un bambino di circa sette – otto anni è rimasto incastrato in un cassonetto che raccoglie i vestiti usati a Candiana, in provincia di Padova, nei pressi dell’ecocentro. Paura e angoscia per il ragazzino straniero, e per l’adulto che lo aveva aiutato ad introdursi nel cassonetto per prendere dei vestiti usati, ma ancora utilizzabili.

I cassonetti gialli sono un “armadio” di rifornimento per i più poveri. Essendo piuttosto strette le fessure per tirare fuori i vestiti, succede spesso che questo compito venga affidato ai bambini più piccoli, con l’aiuto e la sorveglianza degli adulti. Questa volta – però – il bambino non è più stato capace di uscire, e la persona che doveva aiutarlo non sapeva come fare. Un passante, accortosi che i due erano in difficoltà, si è fermato ad aiutarli e, con l’aiuto dei due adulti, il ragazzino è stato messo in salvo facendolo uscire dalla “trappola”.

Luca Manfrin , vice sindaco, ha commentato il fatto: “Per fortuna nessuno si è fatto male, ma questo è solo l’ultimo episodio legato ai contenitori dei vestititi usati. Li abbiamo già fatti spostare dalla piazza all’ecocentro proprio perché trovavamo sempre indumenti abbandonati a terra. Purtroppo manca una sorveglianza e diversi stranieri ne approfittano”, come riporta Nicola Stievano nel quotidiano locale “Il mattino di Padova”, leggibile anche on line.

Manfrin ha affermato che era già stato fatto presente alla cooperativa che i cassonetti vanno rimossi perché sono diventati un problema. Ora, verrà verificato con l’aiuto delle telecamere di sorveglianza quanto accaduto nei giorni scorsi.

Un’altra segnalazione arrivata al Municipio giovedì scorso riguardava l’accampamento di nove roulotte e camper in zona artigianale. È bastato un sopralluogo con i carabinieri della radiomobile di Piove di Sacco per convincere i nuovi arrivati che il posto non era adatto per accamparsi, essendo un’area privata. Senza nessuna difficoltà, il gruppo è ripartito verso altre località.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La storia dei cassonetti con persone che s'introducono rischiando di rimanere incastrate o dei vestiti a terra si ripete un po' ovunque. Rimuoverli risolve il problema dell'ordine e il rischio che qualcuno rimanga incastrato dentro...poi penso a chi ne ha bisogno, a chi li strappa dal macero, li impacchetta, e li manda oltre confine, non so se per rivenderli o per vestire persone care: sicuramente, un modo per sbarcare il lunario.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

06 maggio 2018 - 19:28:32

Oh, pure da ste parti quante ne vedo di scene simili. Se davvero costoro avessero bisogno di vestiti, perché non chiederli - appunto - alle associazioni che li raccoltono tramite questi cassonetti?

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