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Padova, padre dona un quarto di fegato al figlio e lo salva

Il delicato intervento è avvenuto presso il Centro di chirurgia epatobiliare e trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, eseguito dall’équipe del professor Cillo. Nel 1997 un caso simile.

Cronaca
Pubblicato il 17 aprile 2018, alle ore 12:27

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Padova, padre dona un quarto di fegato al figlio e lo salva

Un anno di vita e un’esistenza già segnata da una grave malattia al fegato per un bambino. Sentiti i medici il padre decide di donare un pezzo del suo fegato al figlio e lo salva. Il delicato intervento, diretto dal professor Umberto Cillo, è avvenuto presso il Centro di chirurgia epatobiliare e trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova.

Per il trapianto era necessaria l’autorizzazione del ministero della Salute, ottenuta nel 2017, l’équipe del professor Cillo ha potuto eseguire il nuovo trapianto di fegato da vivente, un caso simile era successo nel 1997, come allora anche questa volta è stato salvato un bambino grazie al proprio padre.

Il peso del bambino si era fermato a 10 chili, a proposito “ilcorrieredelveneto.it” scrive: “La causa era una grave malattia del fegato, una crisi di atresia biliare che non lasciava scampo”, per questo il padre gli ha donato parte del proprio fegato, il lobo sinistro.

Il professor Cillo racconta l’intervento avvenuto tempo fa e reso noto in questi giorni: “Siamo riusciti a mettere sul campo tecniche di divisione del fegato così accurate e così precise sulla quantità di organo necessario per il trapianto che si possono asportare frammenti molto piccoli. Questi poi vanno conservati con tutti i peduncoli ed è questo l’aspetto più complicato”. E’ un lavoro di équipe, spiega Cillo, in cui si vedono impegnate circa 100 persone: dai chirurghi al personale che coordina a livello regionale il trasporto di organi.

Il ministero della Salute ha dato il via libera all’intervento, su richiesta del chirurgo, perchè non erano disponibili altri organi atti a soddisfare i protocolli che prevedono un donatore defunto di età inferiore ai 50 anni per casi simili a questo. La scelta è caduta sul padre essendoci un altro figlio da accudire in casa.

Padre e figlio stanno bene e sono stati dimessi dall’ospedale. Nel 2017 il Centro di chirurgia epatobiliare e trapianti di fegato dell’azienda ospedaliera di Padova ha eseguito 109 trapianti, un bel traguardo!

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che attendere un figlio, prenderlo in braccio, coccolarlo... vederlo crescere sano sia una delle gioie più grandi per un genitore. Non mi sorprende che questo padre abbia donato una parte del suo fegato. Per un figlio si fa questo, senza pensarci su troppo! Complimenti all'équipe che ha saputo ridare speranza a una famiglia.

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