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Padova, il Messaggero di Sant’Antonio chiude: licenziati i giornalisti

L'annuncio è stato dato ieri dall'editore durante una riunione di programmazione. La rivista conosciuta in tutto il mondo chiude. Il sindacato dei giornalisti ha fatto sentire la sua voce a sostegno dei colleghi.

Cronaca
Pubblicato il 8 dicembre 2018, alle ore 01:43

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Padova, il Messaggero di Sant’Antonio chiude: licenziati i giornalisti

La rivista Messaggero di Sant’Antonio di Padova ormai ha i giorni contati. Lo ha annunciato l’editore, ieri mattina, nel corso di una riunione in cui si doveva progettare la grafica di copertina per il 2019 e rivedere i contratti di solidarietà. Sette giornalisti e un part time sono stati licenziati, tutti senza preavviso.

Il Messaggero di Sant’Antonio è una rivista mensile, fondata nel 1898 a Padova, ed è edita dalla Provincia italiana di Sant’Antonio dei frati francescani conventuali. Conosciuta, distribuita e amata, raggiunge 350 mila persone in tutto il mondo e, fino ad oggi, vantava di essere tra le più diffuse riviste cattoliche.

Il bilancio in passivo

La comunicazione dell’editore ha lasciato sbalorditi i giornalisti del Messaggero di Sant’Antonio, che hanno iniziato uno sciopero a oltranza. Dalla loro parte si sono messi la Federazione nazionale della Stampa italiana e il Sindacato giornalisti Veneto, che ritengono inaccettabile la decisione dell’editore.

Ma ciò che “Fnsi e Sgv giudicano inaccettabile” non è solo la “comunicazione in sé“, improvvisa e inaspettata, ma soprattutto “la condotta adottata dalla controparte“. Secondo i sindacati, i frati non hanno avuto alcun scrupolo nel togliere dal tavolo ogni possibilità di trattativa. Tra le critiche sollevate, “il rifiuto di esibire il bilancio“.

Poco più tardi, un comunicato da parte della direzione ha spiegato le ragioni della decisione tanto sofferta e come fosse stato fatto ogni tentativo pur di non arrivare alla chiusura dell’attività. Le ingenti perdite, ha rivelato la direzione, andavano avanti da anni, da decenni, e dal 2015 erano diventate consistenti.

Il comunicato – scrive Avvenire on line -, spiega che nel 2017 “il bilancio si è chiuso in passivo per 2,7 milioni di euro; le perdite di esercizio nell’ultimo quinquennio (2013-2017) ammontano a circa 10 milioni”. A questo punto l’azienda, non potendo più sostenere economicamente i costi del personale, è giunta alla decisione di chiudere l’attività editoriale.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che a decidere di chiudere con la stampa e la distribuzione del Messaggero di Sant'Antonio siano state le condizioni che hanno portato il bilancio in rosso. Oggi si leggono più articoli on line che cartacei, con il conseguente abbandono del giornale stampato. Alzare il prezzo dell'abbonamento avrebbe sicuramente alzato un altro polverone...Il giornale fa compagnia a molti, è vero, ma sostenerlo a perdere non va bene. Il preavviso, comunque, ci stava!

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