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"Ospiterebbe un migrante a casa sua?". La risposta dei vip dell’iniziativa ‘Io non sto con Salvini’ è stata agghiacciante

A fronte dell'iniziativa di Rolling Stone, il Tempo si è finto una Ong ed ha chiamato gli aderenti all'appello per una proposta volta ad un aiuto concreto. Il risultato finale è stato mortificante.

Cronaca
Pubblicato il 9 luglio 2018, alle ore 14:28

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"Ospiterebbe un migrante a casa sua?". La risposta dei vip dell’iniziativa ‘Io non sto con Salvini’ è stata agghiacciante

La realtà non corrisponde ai messaggi social. La rivista Rolling Stone, nei giorni scorsi, ha lanciato un appello rivolto a musicisti, attori, scrittori e personaggi affini allo showbiz e alla tv: ha chiesto una concreta presa di posizione contro la politica messa in atto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini in merito all’immigrazione. “Io non sto con Salvini” ha raggruppato un numero consistente di sostenitori, molti personaggi famosi hanno risposto positivamente accodandosi anche all’invito del giornalista Franco Viviano di indossare simbolicamente delle magliette rosse in favore dell’accoglienza.

Il quotidiano Il Tempo ha voluto testare con mano se l’accoglienza virtuale può avere riscontri anche nella realtà, se i vip sono propensi a passare dalle parole ai fatti: si sono finti volontari di una Ong, la “International Open Blue Sea”, per effettuare un test. Hanno chiesto agli intellettuali, scrittori, politici, personaggi famosi dello showbiz se sarebbero disposti ad accogliere un migrante a casa loro, uno solo, sottolineando che il gesto avrebbe ripercussioni non solo sulla persona beneficiaria ma anche su tutti gli italiani, un segnale per avviare una campagna di sensibilizzazione sulla tematica dei migranti. La domanda è stata la seguente: “Ma lei, sarebbe disposto ad ospitare a casa sua uno degli immigrati sbarcati in Italia di cui ci occupiamo per un periodo limitato?“. Il risultato non è stato edificante: il 90% delle risposte ha avuto un esito negativo.

Molti vip hanno fatto attendere inutilmente, altri hanno passato la patata bollente ad agenti, manager o addetti stampa, solo meno della metà ha risposto ai – finti – volontari della Ong International Open Blue Sea nonostante i numerosi messaggi recapitati: le scuse puerili son state numerose, molti hanno declinato subito l’invito, in modo non sempre cortese. In pochi hanno immediatamente accettato l’offerta: Stefano Fassina ha chiesto di ricevere immediatamente una e-mail con le informazioni necessarie per avviare la pratica; lo scrittore Erri De Luca non ha posto problemi; la giornalista e conduttrice televisiva Daria Bignardi ha definito la proposta come un’idea straordinaria, sottolineando di aver già pensato di accogliere un immigrato come gesto simbolico; Paolo Cento, coordinatore di Sel nel Lazio, ha offerto la sua disponibilità riservandosi future valutazioni legali.

I restanti, quelli che Salvini ha definito “i multimilionari radical chic”, non hanno accettato. Gad Lerner non ha risposto, non sentiva bene, problemi nella conversazione; Linus di Radio Deejay, tra i firmatari dell’appello di Rolling Stone contro Salvini, dopo aver ascoltato ha attaccato immediatamente il telefono; lo stilista Ennio Capasa ha aderito all’appello, ma l’idea di aprire l’abitazione ad un profugo l’ha messo in difficoltà, troppo impegnato all’estero col lavoro; l’attore di Gomorra, Marco D’Amore, ha annunciato di dover valutare la proposta; il conduttore televisivo Costantino Della Gherardesca si è detto troppo impegnato all’estero; il direttore della rivista Rolling StoneMassimo Coppola, non è parso disponibile, ha precisato che, acquistando la sua rivista, si evince quanto stia facendo per gli immigrati.

Il giornalista e conduttore radiofonico David Parenzo, come il senatore del PdNicola Latorre, si son detti contrari all’idea di trasformare la propria casa in un albergo; il deputato del PdEmanuele Fiano, ha spiegato di non potere per motivi logistici; Esterino Montino ha sottolineato di non poter acconsentire perchè ha la casa piccola; la decisione di Alessandra Moretti, dirigente nazionale del Pd, dipende dalla sua presenza a Vicenza, dalla disponibilità dei suoi familiari. I familiari sono un ostacolo per il comico Dario Vergassola; Leo Gullotta, non può accogliere causa lavori in casa che si protraranno a lungo.

Il regista e sceneggiatore Pupi Avati ha affermato che in questo momento non è possibile perché vive una situazione familiare complessa; il deputato del Pd, Piero Fassino non si trova nella situazione idonea; l’attore e regista Massimo Ghini è impegnato sul set adesso è impossibilitato; il conduttore televisivo e attore Paolo Ruffini ha rifilato un secco rifiuto urlando che non gli interessa assolutamente la campagna per la sensibilizzazione sul tema dei migranti.

L’attore e regista Gabriele Lavia ha sostenuto di aver una casa molto piccola offrendo, però, la possibilità di un altro tipo di aiuto; il conduttore televisivo Giancarlo Magalli non ha la camera per gli ospiti; Massimo Cacciari ha rifiutato osservando di non voler accogliere nella sua abitazione una persona senza alcuna tutela. Le parole son rimaste tali. 

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Tra il dire e il fare vi è un abisso e in questo caso pare evidente come gran parte della solidarietà, per molti radical chic, risieda in un post e in una maglietta. La concretezza degli intenti risiede nelle azioni, risulta semplice ergersi sul trono dei buoni senza veramente compiere atti che possano aiutare il prossimo.

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Commenti
Serena Spaventa
Serena Spaventa

09 luglio 2018 - 16:29:19

Come sempre a parlare tutti i bravi...

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