Iscriviti

Omicidio del piccolo Jason: sentenze definitive per i genitori

Si è conclusa con una condanna all'ergastolo per il padre e 25 anni alla madre la vicenda del piccolo Jason, ucciso nel 2011. Il corpo del bambino di due mesi non è mai stato ritrovato e i genitori si sono finora accusati a vicenda

Cronaca
Pubblicato il 19 giugno 2014, alle ore 18:04

Mi piace
0
0
Omicidio del piccolo Jason: sentenze definitive per i genitori

La Corte d’Assise di Macerata ha condannato all’ergastolo Denny Pruscino e a 25 anni di reclusione Katia Reginella, per l’omicidio del piccolo Jason, loro figlio, ucciso barbaramente nell’estate del 2011. Nessun ritrovamento finora del corpicino della vittima, che all’epoca aveva appena due mesi. La condanna doveva essere un po’ diversa, secondo le richieste avanzate dal pubblico ministero Cinzia Piccioni, che infatti aveva chiesto la condanna al carcere a vita per entrambi. Invece, la Corte ha riconosciuto delle attenuanti a Katia Reginella, che ha un parziale vizio di mente, e per questo sono state escluse anche le aggravanti. Per quanto riguarda il compagno, Denny Pruscino, sarà tenuto per sei mesi in isolamento diurno

La  scomparsa del neonato era avvenuta nel luglio del 2011 a Folignano e la coppia era stata subito arrestata per i forti sospetti sulle loro dichiarazioni. Il piccolo non era figlio di Pruscino; la donna infatti l’aveva avuto da una relazione con un altro uomo. Pruscino aveva però riconosciuto il piccolo dopo il matrimonio con Katia. La loro situazione familiare era abbastanza grave. La donna ha sempre vissuto in uno stato psicologico di particolare disagio; prima di Jason, aveva messo al mondo altri due figli, ma le erano stati tolti per maltrattamenti e dati in affidamento ad altre famiglie.

Le prove a loro carico sono emerse grazie a delle intercettazioni captate dopo la scomparsa del bambino. In un dialogo avevano addirittura commentato: “Finalmente ce ne siamo sbarazzati, siamo davvero due menti criminali”. E ancora, la donna continuava dicendo: “Adesso io scrivo una lettera in cui fingo di ammazzarmi e invece scappo in Svizzera”. Qui finì il loro rapporto e la loro complicità, infatti da quel momento i due coniugi non hanno fatto altro che accusarsi di continuo, facendo sorgere contrasti e odi repressi, che hanno rivelato una relazione senza fondamento.

La pena certo non riporterà in vita il piccolo Jason, morto per il piacere di due persone che non hanno saputo apprezzare la bellezza che un bambino comunica con lo sguardo e con il sorriso. Piccola vittima innocente di due pazzi che volevano sbarazzarsi di lui in qualsiasi modo. Chissà se un giorno si pentiranno di quello che hanno fatto.

Video interessanti:
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!