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Neve ad Amatrice e nelle casette si muore di freddo

Amatrice si sveglia sotto la neve. Le temperature sono ben al di sotto dello 0. Disagi in tutte le cittadine colpite dal terremoto del centro Italia nel 2016, nelle casette "si muore di freddo" a causa delle temperature gelide.

Cronaca
Pubblicato il 26 febbraio 2018, alle ore 11:14

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Neve ad Amatrice e nelle casette si muore di freddo

“La neve piace ai bambini, a chi è in settimana bianca, o al sicuro in una casa calda. A noi no. Noi non ne possiamo più”. Queste sono le parole del sindaco di Amatrice. Questa è la situazione nel comune di Amatrice, al secondo anno dal terremoto che l’ha rasa al suolo e forse nemmeno l’ultimo trascorso in emergenza abitativa.

Amatrice, ribattezzata come città degli italiani, si è svegliata sotto una copiosa nevicata che ha ricoperto ogni cosa, dalle macerie ai parchi, dai container ai tetti crollati, fino ai camper di chi ancora oggi aspetta (fiducioso delle istituzioni) in una soluzione migliore, dignitosa. E così, a due anni dal terremoto, sono ancora 64 le casette da consegnare. Ma il problema più grave riguarda quelle già consegnate, circa 466 ad oggi, molte delle quali presentano problematiche serie.

Le coibentazioni delle casette sono insufficienti nel vano caldaia. Questo ha provocato il congelamento dei tubi e, in molti casi, la conseguente spaccatura di quest’ultimi. Le temperature ad Amatrice sono molto rigide e per mercoledì è previsto un -15° con la massima a -6°.  Oltre il danno anche la beffa. Basta provare ad immaginarsi di perdere la propria casa per poi rivedersela consegnata, spesso con ritardi e con fastidiosissimi malfunzionamenti.

Nei mesi scorsi sono state tantissime le segnalazioni da parte degli abitanti di Amatrice al centro operativo comunale e al sindaco stesso, Sergio Pirozzi. Come gli ultimi due inverni trascorsi, sono stati molti i guasti a cui si è dovuto intervenire.

“La rigidezza del clima invernale è ben nota e prevedibile. Il Comune ha da tempo sottolineato, sia durante numerosi incontri e colloqui avuti con gli Enti responsabili della realizzazione delle SAE, sia mediante note formali, i propri timori relativamente alla tenuta termica e fisica (delle casette) di fronte ai rigori invernali, sempre ottenendo rassicurazioni. I fatti cominciano però a dimostrare la fondatezza di quei timori, almeno relativamente ad alcune aree SAE”.

Una situazione paradossale a cui si spera si possa trovare una soluzione definitiva almeno prima del prossimo inverno.

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Cosa ne pensa l’autore
Robert Cutty

Robert Cutty - A due anni da quel tragico terremoto fa ancor più male vedere come l'Italia sia stata vicina ed è vicina a queste popolazioni. I commenti sono sempre forti e decisi, tanto forti quanto la situazione da affrontare. Nel 2018 non è possibile dover leggere ancora di emergenze abitative per quelle popolazioni in emergenza come quelle dei terremotati.

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