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Modena, "se continui a fare il ragù ti accoltello": condannata figlia vegana

Minacciava la madre quando cucinava piatti a base di carne. La figlia vegana è stata condannata a pagare delle multe salate alla donna a causa delle ripetute minacce di morte e violenza.

Cronaca
Pubblicato il 1 novembre 2018, alle ore 09:59

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Modena, "se continui a fare il ragù ti accoltello": condannata figlia vegana

Una storia che ha inizio nel 2016, quando un’anziana signora si è stancata delle continue e ripetute minacce fatte dalla figlia di 48 anni vegana. Le parole di odio e gli insulti che la 48enne rivolgeva ormai da un anno alla madre, erano frutto del suo nuovo regime alimentale che aveva scelto di adottare. Diventata vegana, non solo non voleva più mangiare ciò che derivava dagli animali nè indossare vestiario prodotto con lo sfruttamento degli stessi, ma non ne tollerava più neanche l’odore.

La madre, emiliana doc, non ha mai smesso di cucinare il suo ragù nonostante le abitudine alimentari della figlia, e questa è stata la causa delle minacce di morte e degli insulti che la donna ha continuato a farle, fino a quel lontano giorno del 2016 quando la madre ha deciso di denunciarla al culime di una minaccia che non è riuscito più a tollerare: “Se non la pianti di fare il ragù, ti pianto un coltello nella pancia.

La sentenza

La 48enne aveva da poco perso il lavoro ed era quindi ritornata a vivere presso l’abitazione della madre. Rispetto agli anni prima però, qualcosa era cambiato in lei; da ormai un anno aveva intrapreso uno stile alimentare diverso, diventando vegana e dando così inizio alle ripetute lotte in casa. Ci sono voluti quasi 3 anni per concludere la denuncia che la madre ha sporto verso la figlia vegana, ma in questi giorno è arrivata la sentenza definitiva.

La 48enne dovrà pagare alla madre 400 euro di risarcimento e altri 500 euro per l’ultima minaccia a lei rivolta.

E’ stata proprio l’ultima frase urlata dalla figlia che ha fatto partire la denuncia della donna. Mentre la pentola con il ragù era sul fuoco, la figlia avrebbe urlato alla madre: “Adesso ci penso io a farti smettere. Se non la pianti di fare il ragù, ti pianto un coltello nella pancia“. Una frase che il giudice di pace non ha voluto considerare come semplici parole colorite, ma una vera e propria minaccia di morte, accusando così la 48enne e lasciando libera la donna di cucinare gli alimenti che più preferisce.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Nessuno obbligava la donna a mangiare gli alimenti cucinati dalla madre, senza considerare che si trovava presso la sua abitazione. Bisogna sempre avere rispetto verso il prossimo, ma nonostante tutto niente potrebbe mai giustificare delle parole e delle minacce di morte tanto estreme. Penso sia giusta la decisione presa dal giudice di pace.

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